Il Papa incontra i familiari delle vittime di Crans-Montana: “Sono commosso, prego per voi”

15.01.2026 18:05
Il Papa incontra i familiari delle vittime di Crans-Montana: “Sono commosso, prego per voi”

Incontro con Leone XIV per le famiglie delle vittime di Crans-Montana

Roma, 15 gennaio 2026 – Oggi si è svolto un incontro in Vaticano tra Papa Leone XIV e i familiari delle vittime di Crans-Montana. “Dico, molto sinceramente, che sono molto commosso e sconvolto,” ha dichiarato il pontefice. “Volevo almeno avere l’opportunità di condividere un momento che per voi, in mezzo a tanto dolore e sofferenza, è una prova della nostra fede, di ciò che crediamo”, ha aggiunto, riporta Attuale.

Il Papa ha continuato: “Una delle persone a voi più care, più amate, ha perso la vita in una catastrofe di estrema violenza, oppure si trova ricoverata in ospedale per un lungo periodo, con il corpo sfigurato dalle conseguenze di un terribile incendio che ha colpito l’immaginario di tutto il mondo. La domanda, tante volte, è ‘perché Signore, perché?’“.

“Cosa dire in una circostanza simile? Quale senso dare a tali eventi? Dove trovare una consolazione all’altezza di ciò che provate, un conforto che non sia costituito da parole vane e superficiali, ma che tocchi nel profondo e ravvivi la speranza? – ha sottolineato Papa Prevost –. Forse c’è solo una parola, fratelli e sorelle, che sia adeguata: quella del Figlio di Dio sulla croce – a cui siete così vicini oggi – che dal profondo del suo abbandono e del suo dolore gridò al Padre: ‘Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?'”. “La risposta del Padre alla supplica del Figlio si fa attendere tre giorni, nel silenzio. Ma che risposta! Gesù risorge glorioso, vivendo per sempre nella gioia e nella luce eterna della Pasqua,” ha aggiunto.

Citando le sofferenze di Gesù, il Papa ha assicurato: “Siate certi della sua vicinanza e della sua tenerezza e siate certi della sua preghiera e della mia preghiera personale“. Maria, “nostra Signora dei Dolori vi è vicina in questi giorni, ed è a lei che vi affido. Rivolgete a lei senza riserve le vostre lacrime e cercate in lei il conforto materno che lei potrà darvi. Come lei, saprete attendere con pazienza, nella notte della sofferenza ma con la certezza della fede, che un nuovo giorno sorga; e ritroverete la gioia”.

L’incontro a Palazzo Chigi

I familiari delle vittime si sono poi recati a Palazzo Chigi, dove hanno parlato con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, il ministro della giustizia Carlo Nordio, l’Avvocato generale dello Stato Gabriella Palmieri Sandulli, e rappresentanti dei Ministeri degli esteri, dell’interno, degli affari europei e della Protezione Civile.

“Questo primo incontro ha una caratteristica: provare a fare sì che l’Italia, in tutte le sue istituzioni e anche attraverso le famiglie, abbia un’unica voce nelle vicende giudiziarie in corso,” ha spiegato Mantovano, comunicando che l’Italia ha chiesto alla Commissione europea di costituirsi parte civile nel procedimento in Svizzera. Ha aggiunto che il governo intende “proporre alle nazioni europee che, come l’Italia, hanno visto propri cittadini vittime o feriti, una sorta di coordinamento per affiancare le autorità nel rispetto del diritto elvetico e in coerenza con le esigenze e i diritti dei danneggiati”.

“Quello che riteniamo importante è che ci sia un coordinamento giudiziario; bisogna trovare una linea comune giudiziaria non solo per ottimizzare l’attività dei singoli avvocati, ma anche per dare una immagine coesa e coordinata dello Stato e delle singole famiglie. Noi seguiamo anche il procedimento che si sta aprendo davanti alla procura di Roma e vedremo se ci saranno le condizioni per intervenire come governo e come Stato”, ha affermato Palmieri Sandulli. “Noi vogliamo dare un significato alla presenza dello Stato, non solo formale, ma anche sostanziale di aiuto alle famiglie”, ha continuato l’Avvocato generale dello Stato, sottolineando l’impegno a “essere presenti a sostegno delle famiglie”.

La collaborazione tra autorità giudiziaria italiana e svizzera e la collaborazione con il governo italiano e il governo svizzero è buona,” ha dichiarato, dal canto suo, Nordio. Ha aggiunto che le difficoltà sono essenzialmente di ordine normativo, poiché la disciplina di eventi come questo, che in Italia dovrebbe ricadere sotto il profilo del dolo eventuale, potrebbe avere una diversa regolamentazione in Svizzera.

1 Comments

  1. È davvero straziante vedere le famiglie colpite da una tragedia così immane. Le parole del Papa toccheranno i cuori, ma ci vuole più di una visita: c’è bisogno di giustizia e sostegno reale, non solo parole… 🙁 La politica deve fare la sua parte.

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