Il Parlamento Ue dovrà rendere pubbliche le informazioni sui deputati condannati

09.05.2024
Il Parlamento Ue dovrà rendere pubbliche le informazioni sui deputati condannati
Il Parlamento Ue dovrà rendere pubbliche le informazioni sui deputati condannati

L’europarlamentare greco di Alba Dorata Lagos ha continuato a ricevere l’indennità nonostante una sentenza per appartenenza e direzione di un’organizzazione criminale

Il Parlamento europeo deve dare accesso a tutte le informazioni relative ai rimborsi dei deputati che vengono condannati, e non può avvalersi del regolamento sulla protezione dei dati personali per negarli. Lo ha stabilito il Tribunale dell’Ue pronunciandosi sul ricorso di tre cittadini che avevano inviato all’Assemblea comunitaria una richiesta di accesso ai documenti relativi alle indennità e alle spese concesse a Ioannis Lagos, eurodeputato greco di Alba Dorata, condannato nel 2020 a 13 anni e 8 mesi. Il politico neonazista, nonostante la condanna ricevuta, non aveva rassegnato le dimissioni e ha continuato così a ricevere le indennità che spettano ai parlamentari, comprese quelle per pagare i suoi assistenti.

L’uomo, che si trovava a Bruxelles per sfuggire alla galera, ha avuto così accesso a fondi per oltre 100mila euro in un periodo di sette mesi, fino a quando il 27 aprile 2021, l’Aula ha revocato la sua immunità su richiesta delle autorità greche, portando al suo arresto in Belgio e all’estradizione. I tre ricorrenti (Luisa Izuzquiza, Arne Semsrott e Stefan Wehrmeyer), hanno cercato di conoscere le somme effettivamente destinate dal Parlamento a Lagos e di capire se tali somme, comprese quelle relative alle sue spese di assistenza parlamentare, avessero contribuito, direttamente o indirettamente, al finanziamento o alla perpetuazione di crimini o attività illecite per cui il politico di estrema destra era stato condannato. Ma sulla base del regolamento per il trattamento dei dati personale, il Parlamento si era rifiutato di fornire le informazioni richieste.

Con la sua sentenza, il Tribunale ha annullato la decisione del Parlamento europeo (che risale all’8 aprile 2022), nella parte in cui nega ai cittadini interessati l’accesso, da un lato, ai documenti relativi ai rimborsi delle spese di viaggio e alle indennità di soggiorno versate dal Parlamento a Lagos e, dall’altro, ai documenti relativi ai rimborsi delle spese di viaggio corrisposti ai suoi assistenti parlamentari. Il Tribunale ritiene che, nel caso di specie, anche qualora venga leso il legittimo interesse alla tutela della vita privata e dell’integrità dell’individuo, si debba dare priorità al diritto di accesso del pubblico ai documenti delle istituzioni.

Secondo i giudici comunitari, è legittimo che i cittadini possano chiedere di sapere a quale scopo e in quali luoghi Lagos e i suoi assistenti parlamentari si siano recati in un periodo in cui l’eurodeputato era già stato condannato ma non ancora incarcerato, sottolineando comunque che gli importi rimborsati dal Parlamento devono essere considerati legittimi.

Fonte: Today

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