Anche i soldi del Mes per le armi, ma l’idea sembra destinata a fallire

09.05.2024
Anche i soldi del Mes per le armi, ma l'idea sembra destinata a fallire
Anche i soldi del Mes per le armi, ma l'idea sembra destinata a fallire

L’ipotesi, secondo alcune indiscrezioni, sarebbe allo studio a Bruxelles. Ma una riforma del Meccanismo europeo di stabilità sarebbe complicatissima da attuare e quella attuale è ancora bloccata per il no dell’Italia

Alcuni Paesi membri dell’Unione europea vorrebbero utilizzare anche il Meccanismo Europeo di Stabilità, il cosiddetto Fondo Salva Stati, per comprare armi e rafforzare il settore della Difesa Ue. Un’idea ambiziosa ma che potrebbe restare tale, perché l’attuazione sarebbe davvero complicata. È stato Politico a riportare per primo lunedì (sei maggio) che sarebbe allo studio in Commissione l’idea di usare lo strumento di emergenza, creato all’apice della crisi del debito, per sostenere le crescenti esigenze economiche che il progetto di rafforzare la difesa comune del blocco richiederebbe.

La testata specializzata in affari europei, citando cinque persone a conoscenza delle discussioni, aveva riportato che si starebbe studiando una riforma per fare poter utilizzare una parte dei di 422 miliardi di euro del Mes, per scopi che vadano oltre il suo ruolo originario di salvataggio delle economie in difficoltà, come ad esempio distribuire prestiti a basso costo per l’acquisto di armi. Al momento comunque quella di usare il Meccanismo per la difesa “non è una discussione che si sta facendo all’Eurogruppo o tra gli organi che governano il Mes”, ha spiegato un alto funzionario europeo. L’organo che riunisce i 20 Paesi con la moneta unica si riunirà il prossimo 13 maggio, ma “non ci sarà una discussione su alcun tipo di emendamento ai compiti del Mes”, ha assicurato.

L’idea è di fatto di difficile, se non impossibile, realizzazione. Per riformare il trattato del Mes, e quindi le sue funzioni, serve l’unanimità dei venti Stati membri della zona euro nel Consiglio e poi la ratifica da parte di tutti i Parlamenti interessati, secondo le singole procedure nazionali. La lunghezza e complicazione dell’iter giuridico necessario non è l’unica ragione che rende questa strada quantomeno impervia. Tra l’altro è già in ballo una riforma del Meccanismo, riforma che è bloccata proprio perché manca il consenso di uno solo dei Paesi dell’Eurozona: l’Italia. Inoltre, hanno fatto notare fonti diplomatiche all’AdnKronos, usare il Mes significherebbe che i venti Paesi dell’area euro “pagherebbero per l’intera Ue”, dato che il Meccanismo è finanziato esclusivamente dai Paesi dell’Eurozona, mentre la Difesa comune riguarda tutti e 27 gli Stati membri. Un’eventualità che appare piuttosto “improbabile”, ha osservato la fonte.

Il Meccanismo europeo di stabilità (noto anche come Mes o Esm in inglese) è un organismo intergovernativo della sola zona euro istituito nel 2012, che ha il compito di intervenire nelle crisi finanziarie legate ai debiti sovrani e al sistema bancario. Il trattato mette in comune risorse che possono essere utilizzate nel caso in cui uno Paese membro si trovi in difficoltà, permettendogli di ricevere prestiti a tassi agevolati allo scopo di evitare che il “contagio” finanziario si diffonda in tutta l’Eurozona. In cambio del salvataggio vengono però richieste riforme e interventi economici. Il ricorso al Mes non è obbligatorio, ma deve nel caso essere richiesto dal Paese stesso. L’Italia aveva dato il suo via libera in Europa, garantendo l’approvazione in Consiglio Ue nel gennaio del 2021, durante il secondo governo Conte. Ma serve anche il passaggio formale nel Parlamento italiano, che non è ancora arrivato.

Fonte: Today

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