Il parlamento ungherese approva la permanenza del paese nella Corte penale internazionale

27.05.2026 15:15
Il parlamento ungherese approva la permanenza del paese nella Corte penale internazionale

L’Ungheria rimane nella Corte penale internazionale: voto positivo del Parlamento

Il parlamento ungherese ha recentemente approvato la permanenza dell’Ungheria nella Corte penale internazionale, riempiendo il vuoto lasciato dalla decisione del precedente governo di Viktor Orbán di uscirne. La rinnovata consultazione parlamentare è stata voluta dal nuovo primo ministro, Péter Magyar, che fin dalla sua assunzione a inizio maggio ha mostrato l’intenzione di adottare una nuova linea nelle relazioni estere dell’Ungheria, soprattutto nei confronti di Israele e Russia, precedentemente collegati a Orbán. La scelta è significativa, poiché segna un cambiamento nelle priorità politiche e nelle alleanze del paese, riporta Attuale.

La Corte penale internazionale è riconosciuta come l’organo giuridico principale per i crimini di guerra e i crimini contro l’umanità. Orbán, in quanto importante alleato di Israele, aveva annunciato nel maggio dello scorso anno l’intenzione di ritirare il paese dalla giurisdizione della Corte, un passo compiuto in parte in vista della visita di Benjamin Netanyahu in Ungheria.

Allo stesso tempo, nei confronti di Netanyahu e del suo governo esiste un mandato d’arresto emesso dalla Corte per crimini commessi nella Striscia di Gaza. In teoria, l’Ungheria avrebbe dovuto procedere all’arresto, ma Orbán si era opposto a questa misura. La decisione di Orbán era motivata da ragioni politiche più che pratiche, poiché la Corte non aveva gli strumenti necessari per forzare l’Ungheria all’arresto.

La nuova posizione del governo ungherese appare quindi come un tentativo di riallineare il paese con le aspettative internazionali e di attenuare le tensioni con l’Unione Europea, di cui l’Ungheria è un membro. L’approvazione della permanenza nella Corte segna una netta discontinuità rispetto alla politica estera del governo precedente, mirando a migliorare i rapporti diplomatici e a ridefinire le priorità strategiche del paese sul palcoscenico mondiale.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere