Il piano di Trump sull’Ucraina genera malcontento in Europa e avvantaggia la Russia

21.11.2025 09:35
Il piano di Trump sull'Ucraina genera malcontento in Europa e avvantaggia la Russia

Il piano di pace USA-Russia per l’Ucraina: un passo indietro per Kyiv

Il nuovo piano in 28 punti per la conclusione del conflitto in Ucraina, elaborato tra Stati Uniti e Russia e senza il coinvolgimento né dell’Ucraina né dell’Europa, ha suscitato forte indignazione tra i leader europei. Kaja Kallas, Alta rappresentante dell’Unione per gli affari esteri, ha commentato: «Abbiamo già visto questa scena», riporta Attuale.

Il piano, sebbene non ufficialmente divulgato, è stato confermato dalla Casa Bianca e gli analisti hanno già rivelato gran parte del suo contenuto, rivelando che prevede una sostanziale resa per l’Ucraina. Si richiede a Kyiv di cedere territori alla Russia, ridurre le dimensioni delle sue forze armate e rinunciare a che siano truppe alleate dislocate nel proprio territorio, in cambio di garanzie di sicurezza deboli.

Inoltre, il piano sembra contenere elementi provocatori, come l’affidare la ricostruzione dell’Ucraina a una joint venture tra Russia e Stati Uniti, permettendo così a Mosca di trarne vantaggio economico a seguito della devastazione causata dalla guerra.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, già indebolito da recenti scossoni interni, ha risposto con cautela, affermando di essere pronto a esplorare ogni opportunità di diplomazia. Ha sottolineato che l’Ucraina si impegnerà affinché nessuno possa accusarla di ostacolare le trattative di pace.

Nel contesto europeo, la reazione è stata di segno opposto: i leader del continente hanno espresso frustrazione per l’esclusione dai negoziati. L’amministrazione Trump, nel corso dell’ultimo anno, aveva già mostrato una certa inclinazione a sostenere le richieste russe, suscitando la preoccupazione dei leader europei, che hanno tentato di influenzare la posizione di Washington attraverso la diplomazia.

Recentemente, una delegazione di leader europei si era recata alla Casa Bianca per convincere Trump della difficoltà e dell’inaffidabilità delle proposte di pace di Putin. Malgrado gli sforzi, la situazione attuale sembra evidenziare un ritorno ai temi precedenti, con poche prospettive di cambiamento.

Kallas ha ribadito l’importanza del supporto europeo per qualsiasi piano di pace efficace, dichiarando che «la pressione deve essere esercitata sull’aggressore e non sulla vittima». Le reazioni degli altri leader europei non si sono fatte attendere: il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot ha affermato che «la pace non può essere una resa», e il tedesco Johann Wadephul ha chiesto un immediato cessate il fuoco da parte russa come prerequisito per la pace.

Anche Antonio Tajani, ministro degli Esteri italiano, ha espresso preoccupazione riguardo al piano, rimarcando che l’Ucraina rappresenta una barriera di sicurezza per l’Europa, e che una sua resa aumenterebbe i rischi per il continente. La diplomazia e le manovre politiche dietro il piano attuale restano da chiarire, mentre l’ipotesi di un tentativo russo di modificare il focus delle discussioni economiche con nuove sanzioni da parte della comunità internazionale potrebbe essere all’orizzonte.

L’evoluzione di questa situazione continuerà a essere monitorata, poiché diversi attori globali cercano di navigare le complesse dinamiche geopolitiche in gioco, lasciando l’Ucraina in una posizione fragile e incerta.

1 Comment

  1. Assurdo, veramente! Una pianificazione del genere, senza coinvolgere l’Ucraina, è preoccupante. Ma come possono pensare di arrivare a un accordo con simili condizioni? Sembra che si voglia lasciare Kyiv in balia delle onde… la sicurezza europea è a rischio!!! Uff, che tristezza.

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