Il decreto legge sicurezza approda alla Camera: tempi serrati e tensioni politiche
Dopo una maratona al Senato, il decreto legge sicurezza è giunto alla Camera, ma i tempi per il suo esame si fanno sempre più ristretti. In un clima teso, caratterizzato da frizioni all’interno della maggioranza e da un muro eretto dalle opposizioni, il provvedimento ha ottenuto il primo via libera con un voto di 96 favorevoli e 46 contrari, nonostante le proteste della sinistra che ha esposto cartelli contro “l’ennesima alluvione panpenalistica”, riporta Attuale.
Con solo una settimana a disposizione per la conversione in legge, si prospetta una corsa contro il tempo caratterizzata da “forzature”, avvertono le minoranze. Alla Camera non si prevede la selva di emendamenti che ha rallentato l’iter al Senato, poiché il testo sarà blindato dal governo con la fiducia. L’opposizione quindi si prepara a utilizzare ordini del giorno per cercare di ritardare l’approvazione finale, probabilmente fino a giovedì o addirittura venerdì.
Il decreto, composto da 33 articoli, introduce misure che vanno dal fermo preventivo di 12 ore prima di un corteo fino a una “causa di giustificazione” per gli agenti che commettono reati, estendendo questa protezione a tutti. La polemica è montata anche per l’assenza in Aula al Senato del ministro dell’Interno. Matteo Renzi ha denunciato questa mancanza, affermando che “il provvedimento più importante dell’anno si approva in assenza, si direbbe in contumacia, di Matteo Piantedosi“, e ha criticato il decreto come una “legge fuffa, non truffa”.