Madre e figlia morte avvelenate: cugina interrogata nuovamente dagli investigatori

18.04.2026 06:15
Madre e figlia morte avvelenate: cugina interrogata nuovamente dagli investigatori

Indagine sull’omicidio di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita: nuova testimonianza della cugina

Un lungo interrogatorio di quattro ore è stato condotto per la cugina di Gianni Di Vita, che nel frattempo ha nominato un nuovo esperto di tossicologia forense per analizzare la ricina. La morte di Antonella Di Ielsi e di sua figlia Sara Di Vita è ancora oggetto di indagine senza indagati, ma la ricina trovata nel sangue delle due donne ha portato l’inchiesta a orientarsi verso l’omicidio volontario e premeditato, riporta Attuale.

TESTIMONIANZE E DUBBI Le domande rivolte a Laura Di Vita, cugina e insegnante che risiede a pochi passi dalla casa dove è avvenuto l’omicidio, si sono concentrate sui rapporti familiari. È stato precisato che non ci sono ancora indagati nell’inchiesta. Si è appreso che sono state chieste informazioni riguardo a possibili visite di Gianni e pranzi condivisi nei giorni in cui le donne potrebbero aver consumato i pasti avvelenati. L’indagine ha ricostruito che la sera di Natale, Gianni, Antonella e Sara si sono presentati al pronto soccorso dell’ospedale di Campobasso con sintomi di dolori addominali e vomito. Dopo un primo rientro a casa, le loro condizioni si sono aggravate, portando la 15enne Sara in rianimazione il 27 dicembre, dove è deceduta, seguita dalla madre il giorno successivo.

NUOVI INTERROGATORI IN PROGRAMMA Attualmente, Gianni e l’altra figlia Alice, 19 anni, vivono a casa di Laura. La donna era stata già interrogata come testimone la settimana scorsa. Gli inquirenti hanno ascoltato circa 40 persone fino ad ora e nuovi interrogatori sono previsti nel prossimo futuro. È stata conferita la nomina al tossicologo Mauro Iacoppini di Roma, che si aggiunge al medico legale Marco Di Paolo dell’università di Pisa, nell’équipe diretta dall’avvocato Vittorino Facciolla. Il medico legale Pia Benedetta De Luca ha programmato per il 29 aprile a Bari l’esame dei vetrini istologici relativi alle autopsie dei corpi delle due donne, un accertamento tecnico considerato non ripetibile e che deve avvenire alla presenza di tutte le parti coinvolte.

PRESENZA DI RICINA ACCERTATA Il centro antiveleni di Pavia ha confermato, attraverso due esami, la presenza di ricina, un veleno incolore e insapore estratto dai semi della pianta del ricino, nel sangue di Antonella e Sara, ma non di Gianni Di Vita. Si attende a breve il referto ufficiale.

Alessandro D’Amato

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