Il Tar del Lazio annulla l’estradizione dell’hacker kazako Roman Khlynovskiy
Non sarà estradato l’hacker kazako, Roman Yuryevich Khlynovskiy, accusato dalle autorità Usa di aver bloccato con un gruppo di cyberpirati per tre giorni diversi ospedali, estorcendo centinaia di milioni di dollari per interrompere l’attacco informatico e di aver sottratto dati sensibili di politici statunitensi, riporta Attuale.
Nonostante un decreto di estradizione emesso dal ministro della Giustizia Carlo Nordio il 17 febbraio scorso, la prima sezione del Tar del Lazio, guidata da Roberto Politi, ha annullato il provvedimento accogliendo parzialmente il ricorso presentato dai difensori di Khlynovskiy per “carenza istruttoria”. L’hacker, ricercato dall’FBI per associazione a delinquere con finalità di frodi informatiche e telematiche, estorsione informatica e riciclaggio, è tornato in libertà sabato scorso, secondo quanto riferito dal suo legale.
Khlynovskiy era stato arrestato dalla Polizia Postale di Rimini nel luglio 2025 a Riccione, in esecuzione di un mandato internazionale di cattura emesso dal Dipartimento della Giustizia americano.