Il governo studia misure contro le violenze giovanili a Milano e il decreto sicurezza in arrivo

19.10.2026 05:55
Il governo studia misure contro le violenze giovanili a Milano e il decreto sicurezza in arrivo

Arresti in flagranza differita e fermo preventivo per i minorenni

Arresti in flagranza differita e fermo preventivo per i minorenni sono al centro della riunione convocata oggi da Giorgia Meloni con i vertici dell’esecutivo e della polizia, mentre si stanno sviluppando soluzioni che potrebbero risultare a rischio incostituzionalità, riporta Attuale.

Il governo italiano si interroga sulla possibilità di un’organizzazione alle spalle delle recenti violenze a Milano, coinvolgendo il ministero dell’Interno che ha iniziato ad analizzare i profili dei fermi, tra cui giovanissimi, alcuni anche di soli 12 anni, molti dei quali italiani di seconda generazione. La sigla “Italia in piazza”, evocata durante l’autoconvocazione del 17 ottobre, non ha chiari fondamenti. Nel frattempo, Palazzo Chigi sta valutando un’iniziativa normativa per inviare un segnale forte. Le opzioni in discussione includono l’arresto in flagranza differita per i minorenni o l’estensione del fermo preventivo a chi non ha ancora compiuto 18 anni.

Incontro ai vertici del governo

Oggi, secondo quanto riporta Repubblica, Meloni ha convocato una riunione che coinvolgerà Alfredo Mantovano, Matteo Piantedosi e Carlo Nordio, insieme ai dirigenti delle forze di polizia e dei servizi di intelligence. La presidente del consiglio intende fornire «ulteriori strumenti contro chi sfrutta manifestazioni legittime per seminare violenza e caos». È prevista la partecipazione dei vicepremier, Antonio Tajani e Matteo Salvini. Si prefigura dunque un aggiornamento del decreto sicurezza volto a colmare le lacune esistenti nei sistemi di prevenzione e gestione dell’ordine pubblico, anche in risposta alle critiche riguardo alla gestione degli eventi di piazza a Milano.

Problematiche relative alla costituzionalità

Prima di procedere con le nuove misure, tuttavia, si evidenziano diversi problemi di costituzionalità. Le norme sull’arresto in flagranza differita per i minori si scontrano con difficoltà legate all’identificazione di individui spesso incappucciati e sconosciuti alle forze di polizia. Inoltre, rendere operativi i fermi presupporrebbe l’accelerazione dei giudizi per direttissima, ma ciò solleva interrogativi sulla sostenibilità della pressione sugli istituti minorili. Il fermo preventivo per i minori di 18 anni appare un’opzione difficile da attuare, date le complicazioni di monitoraggio per chi non è previamente conosciuto dalle autorità.

Prospettive legislative e futuri interventi

Esistono proposte di ddl sicurezza, che saranno esaminate dal Senato solo a febbraio 2027. Ciò ha spinto il governo a considerare la stesura di un nuovo decreto urgente. Fonti dal Viminale hanno però smentito le indiscrezioni riguardanti un imminente consiglio dei ministri. Comunque, si prevede un intervento per stabilire limiti più severi, da attuare in prossimità della campagna elettorale. Meloni, intanto, ha pubblicato su Instagram una foto del dirigente di polizia Angelo De Simone, sottolineando che «Lo Stato non è un concetto astratto. È fatto di persone che restano al proprio posto quando altri scelgono la violenza».

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