Disputata controversia tra Casa Bianca e artisti sui social media dopo l’uso di brani musicali in video provocatori
A inizio giugno, l’account ufficiale della Casa Bianca ha pubblicato su TikTok un video in cui agenti dell’ICE, l’agenzia per l’immigrazione e le dogane, arrestano delle persone, accompagnato dalla canzone “Bye” di Ariana Grande. La didascalia affermava: “Bye-bye! Il presidente Trump ha realizzato il confine più sicuro della storia”. Grande, conosciuta per le sue posizioni progressiste, ha prontamente commentato: «Per favore, non usate mai più la mia musica in relazione a queste schifezze barbare, disumane e atroci», riporta Attuale.
Dopo le proteste, la Casa Bianca ha rimosso il commento e l’audio dal video; la portavoce Abigail Jackson ha risposto sottolineando: «Ciò che è davvero barbaro e disumano sono i criminali immigrati illegali che hanno ferito e ucciso cittadini statunitensi innocenti». Questo episodio è solo l’ultimo di una serie di provocazioni mirate: dalla rielezione di Trump a presidente nel gennaio 2025, gli account governativi hanno pubblicato contenuti progettati per innescare reazioni emotive tra gli oppositori.
Esperti di comunicazione e politica affermano che l’intento principale di tali contenuti non è informare o persuadere, ma piuttosto provocare una reazione, un’azione definita nel gergo di internet come trolling. Un articolo dell’European Journal of International Security descrive il trolling come atti di comunicazione deliberati e ingannevoli, progettati per suscitare una reazione a beneficio di chi attua la provocazione.
Numerosi artisti, tra cui i Radiohead e Kesha, hanno espresso la loro indignazione per l’uso delle loro canzoni in video dell’ICE. Kesha ha recentemente protestato contro l’utilizzo della sua canzone “Blow” in un contesto bellico. Anche altri artisti come Sabrina Carpenter e Olivia Rodrigo hanno condannato la strategia della Casa Bianca, definendo le manovre dell’amministrazione una forma di “rage baiting”, progettata per ottenere visibilità attraverso la rabbia suscitata.
Il rage baiting, ovvero la provocazione deliberata della rabbia altrui, è una tattica scelta dal team di comunicazione della Casa Bianca, che si avvale di canzoni di artisti progressisti sapendo che questi reagiranno in modo negativo. Il direttore delle comunicazioni Steven Cheung ha affermato che le reazioni delle cantanti aumentano l’attenzione e le visualizzazioni dei contenuti governativi.
In un’occasione simile, quando Variety ha chiesto spiegazioni su un video che utilizzava un brano di Taylor Swift, un portavoce della Casa Bianca ha risposto che l’obiettivo era attirare l’attenzione dei media, citando il loro successo nel generare rumore e visibilità.
I ricercatori Dylan e Colley notano come i contenuti ufficiali siano evoluti da comunicazioni istituzionali sobrie a toni provocatori e provocatori simili a quelli di forum controversi come 4chan. La strategia di Trump, caratterizzata da un uso aggressivo dei social media, si giustifica attraverso l’individuazione di nemici e la costruzione di un gruppo coeso attorno a essi.
Il giornalista Adam Serwer ha già descritto nel 2018 come il comportamento crudele verso gli avversari fosse un obiettivo strategico, non una mera conseguenza. La funzione del trolling, secondo gli esperti, è quella di stabilire l’agenda pubblica e normalizzare l’aggressività, rendendo i contenuti provocatori sempre più accettabili nella sfera politica.
Inoltre, l’analisi di Eoin Higgins suggerisce che l’amministrazione Trump possa utilizzare queste tattiche per distrarre l’attenzione da questioni più gravi, come l’andamento economico e le reali implicazioni delle politiche migratorie. La proliferazione di polemiche di breve durata potrebbe servire a disorientare e demoralizzare l’opposizione.