Viaggio di Isabel Díaz Ayuso in Messico: un fallimento diplomatico
Dal 3 all’8 maggio, Isabel Díaz Ayuso, presidente della comunità autonoma di Madrid e figura chiave del Partito Popolare spagnolo, ha intrapreso un viaggio in Messico per rafforzare i legami economici e culturali tra i due paesi. Tuttavia, l’incontro con i leader della destra messicana non solo ha suscitato polemiche, ma ha anche aggravato i già tesi rapporti con il presidente di sinistra messicana, Claudia Sheinbaum, portando alla conclusione prematura della visita, riporta Attuale.
Ayuso, nota per le sue posizioni conservatrici e il suo stile populista, ha governato Madrid dal 2019 e ambisce a un ruolo di rilevanza sulla scena politica internazionale. Durante la sua visita, ha suscitato scalpore con affermazioni riguardanti il passato coloniale della Spagna, un periodo controverso che ha visto la violenza del dominio spagnolo in Messico per quasi tre secoli.
Durante un evento commemorativo per Hernán Cortés, il conquistatore spagnolo che osò invadere il territorio messicano nel XVI secolo, Ayuso ha elogiato lui e la regina Isabella di Castiglia, definendo la conquista e la mescolanza di spagnoli e messicani come eventi positivi nella storia condivisa. Ha dichiarato che era «giunto il momento di smettere di credere alla narrativa perennemente distorta di conflitto e presunte conquiste» che separerebbe i due popoli.
Le affermazioni di Ayuso sono state altamente criticate in Messico. Claudia Sheinbaum ha risposto definendo le sue parole come manifestazione di «ignoranza» sulla storia, pubblicando il giorno dopo un elenco dei crimini di Cortés tramite un post su X. Inoltre, gli attriti tra le due politiche non sono nuovi: Ayuso aveva precedentemente paragonato Sheinbaum a una dittatrice e definito il Messico un narcostato, posizioni che hanno lontano trovato supporto nel Partito di Azione Nazionale, ma che hanno sollevato critiche e sfiducia.
Il tema del passato coloniale rimane fonte di tensione tra Spagna e Messico e la situazione diplomatica si è inasprita dopo che il governo spagnolo ha chiesto scusa ufficialmente per gli eventi storici, scuse che non sono state ben accolte da Ayuso e dalla destra spagnola, che continua a rivendicare aspetti della colonizzazione come positivi.
Ayuso avrebbe dovuto partecipare a una cerimonia di premiazione del cinema a Riviera Maya, ma l’invito le è stato revocato. Ha accusato il governo messicano e Sheinbaum di aver «boicottato» la sua visita, affermando che la sua sicurezza era compromessa, un’interpretazione contestata in quanto non aveva mai comunicato preoccupazioni al ministero degli Esteri spagnolo. Inoltre, non ha usufruito della scorta offerta dal governo messicano, dando origine a dubbi sull’effettiva minaccia.
Le manifestazioni di dissenso nei suoi confronti da parte di gruppi indigeni sono state gestite dalla polizia e i proprietari della struttura che avrebbe dovuto ospitare il premio hanno negato di aver ricevuto pressioni politiche per revocare l’invito. Ayuso, dopo aver cancellato la sua visita, è tornata in Spagna due giorni prima del previsto, senza aver svolto altre attività ufficiali durante il suo soggiorno. Sheinbaum ha commentato ironicamente che non crede che Ayuso consideri il Messico un paese così pericoloso se aveva deciso di trascorrere del tempo lì.