In Svizzera prevale il “No” contro la proposta di limitare la popolazione a 10 milioni

14.06.2026 15:35
In Svizzera prevale il “No” contro la proposta di limitare la popolazione a 10 milioni

Risultati dell’iniziativa popolare in Svizzera: prevale il “No” alla limitazione della popolazione

In Svizzera, il conteggio dei voti dell’iniziativa popolare che propone di limitare la popolazione a un massimo di 10 milioni di persone mostra un netto vantaggio per il “No”, con circa il 53% delle preferenze, contro il 46% per il “Sì”. La differenza appare difficile da colmare, secondo le proiezioni dei media svizzeri, e l’affluenza si attesta al 58,2%, riporta Attuale.

Le iniziative popolari in Svizzera funzionano analogamente ai referendum, ma mirano a modificare la Costituzione. Questa iniziativa, proposta dal partito di destra nazionalista Unione Democratica di Centro, è stata al centro di un ampio dibattito, in quanto mirava a limitare l’immigrazione. Attualmente, nessun altro paese ha implementato un sistema simile, facendo della Svizzera un potenziale pioniere in questo ambito.

Negli ultimi vent’anni, la popolazione svizzera è aumentata significativamente, passando da 7,3 milioni nel 2002 a 9,1 milioni nel 2025, principalmente a causa dell’incremento dei residenti stranieri, che rappresentano poco più di un quarto del totale. Molti di loro provengono da paesi dell’Unione Europea e sono attratti da posizioni lavorative meglio retribuite. Secondo l’Unione Democratica di Centro e i sostenitori della proposta, la crescente presenza di stranieri crea pressione sui servizi pubblici, innalza i costi degli alloggi e complica la ricerca di occupazione per i cittadini svizzeri.

La proposta di limitazione prevedeva che, qualora la popolazione fosse superata nei 9,5 milioni prima del 2050, il governo avrebbe dovuto intervenire per inasprire i criteri di accoglienza per richiedenti asilo e ricongiungimenti familiari. Se, nonostante ciò, la soglia dei 10 milioni fosse stata superata, sarebbero stati richiesti ulteriori provvedimenti, fino alla possibile uscita dagli accordi di libero movimento con l’Unione Europea, una scelta considerata drastica.

Numerose associazioni imprenditoriali e sindacali svizzere si sono opposte alla proposta, sostenendo che avrebbe causato carenza di personale e gravi danni all’economia.

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