Blocco navale israeliano: imbarcazioni della Flotilla Global Sumud intercettate
Le tensioni nel Mediterraneo orientale sono aumentate drasticamente dopo che la marina israeliana ha intercettato tutte e 54 le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, partite dalla Turchia con l’intento di raggiungere Gaza. Tra i fermati, il deputato M5S Dario Carotenuto e attivisti italiani, mentre la portavoce della Flotilla, Maria Elena Delia, ha denunciato che i soldati israeliani hanno aperto il fuoco contro le barche, provocando la richiesta di intervento da parte della Farnesina per verificare l’uso della forza, riporta Attuale.
Le imbarcazioni, dirette verso Gaza, sono state fermate one after the other nel Mediterraneo orientale, con le ultime immagini che ritraggono soldati israeliani avvicinarsi a barche con equipaggi con giubbotti di salvataggio. Delia ha affermato che sei barche, tra cui quella con bandiera italiana, sarebbero state colpite, ma Israele non ha ancora commentato ufficialmente l’accaduto. È stato documentato un uso di proiettili durante gli abbordaggi, sebbene non vi siano notizie di feriti al momento.
La nave Kasr-i Sabadab, nella quale si trovavano anche Carotenuto e altri attivisti, è stata bloccata, portando i parlamentari M5S a chiedere un intervento deciso delle autorità italiane. La Farnesina ha confermato che almeno 27 italiani sono stati fermati e che le imbarcazioni saranno indirizzate verso il porto israeliano di Ashdod, accompagnate dall’assistenza legale del team di Adalah.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha esortato Israele a controllare urgentemente il proprio uso della forza, dopo quanto emerso dalle testimonianze degli attivisti riguardanti l’impiego di munizioni durante le operazioni di fermo. Questa Flotilla è composta da attivisti provenienti da oltre quaranta Paesi e ha suscitato una forte reazione diplomatica, con richieste di rilascio da parte di Turchia, Spagna, Irlanda e Italia.
Il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha condannato l’intervento israeliano, definendo i partecipanti «viaggiatori della speranza». Israele, dal canto suo, ha definito la Flotilla una provocazione, sostenendo che il blocco navale è necessario per impedire a Hamas di armarsi. Inoltre, oggi sono state annunciate sanzioni da parte degli Stati Uniti contro quattro persone legate all’organizzazione della missione, definita dal Tesoro americano una «flottiglia filo-Hamas».
Questa situazione si inserisce in un contesto internazionale caratterizzato da tensioni crescenti sul post-conflitto a Gaza. Il Board of Peace ha annunciato che chiederà al Consiglio di Sicurezza dell’Onu di intensificare le pressioni su Hamas affinché accetti il disarmo, segnalato come un ostacolo alla tregua completa. Hamas ha rigettato il piano, accusando Israele di violare gli accordi. Oggi, un relatore speciale delle Nazioni Unite ha chiesto a Israele di rivedere le proprie norme sulla detenzione, evidenziando trattamenti inumani nei confronti dei palestinesi, mentre un rapporto Onu ha denunciato la situazione umanitaria nella Striscia come «drammatica», con possibili crimini di guerra da entrambe le parti coinvolte.