Roma, 27 luglio 2026 – Non sono le meduse velenose, né i predatori vicino alle spiagge né, tanto meno, i grossi squali gli incubi di questa estate nel Mediterraneo, ma un piccolo pesce maculato che al massimo raggiunge i 3 chili di peso e circa mezzo metro di lunghezza. Si tratta del pesce palla argenteo, nome comune del Lagocephalus sceleratus, una specie tropicale arrivata probabilmente dal Mar Rosso, passando dal canale di Suez, circa una ventina d’anni fa, ma che, per effetto del riscaldamento globale, sta ampliando il suo ambiente e avanza anche nel Mediterraneo occidentale e settentrionale, compresi i mari italiani, riporta Attuale.
L’allerta
L’allerta cresce su tutti i litorali e l’estate 2026 segna un nuovo capitolo nella diffusione di questa specie, con la Grecia che diventa un caso emblematico. Le autorità locali hanno iniziato ad adottare misure senza precedenti per contenere la presenza stabile del pesce palla argenteo nel mar Egeo, alimentata dal progressivo riscaldamento delle acque.
Bagnanti attaccati in Grecia
A Chalkida, sull’isola di Evia (Eubea), a circa 130 chilometri da Atene, sono state installate le prime barriere galleggianti nella spiaggia di Rodies, con un investimento di circa 366 mila euro. L’obiettivo è di estendere le protezioni ad altre sei spiagge della zona. “Il nostro dovere e la nostra principale preoccupazione devono essere la sicurezza dei nostri cittadini”, ha dichiarato a The Guardian il vicesindaco locale Antonis Spanos, in seguito a recenti episodi di morsi ai bagnanti da parte di pesci palla, tra cui un incidente a Varkiza, vicino ad Atene, dove una donna ha riportato gravi ferite. In seguito all’incidente, la Croce Rossa greca ha diramato un’allerta e ha invitato chiunque venga a contatto con il pesce a rivolgersi ai presidi medici più vicini.
Le misure di contenimento
In aggiunta alle barriere, il governo greco sta seguendo l’esempio di Cipro per contrastare la diffusione della specie aliena. È stato avviato un programma di incentivi per i pescatori di Creta e dell’Egeo, offrendo oltre 5 euro al chilo per i pesci palla argentei catturati, che vengono destinati agli impianti di incenerimento. A Cipro, il programma ha portato a catturare oltre 103 tonnellate di pesce palla argenteo in due anni, da giugno 2024.
Allerta anche in Tunisia e Croazia
Anche la Tunisia ha innalzato il livello di attenzione dall’inizio di questa estate. L’associazione TunSea ha chiesto a pescatori, marinai e subacquei di segnalare avvistamenti, mentre l’Institut National des Sciences et Technologies de la Mer ha ricordato che il pesce è presente in quelle acque dal 2012, con un aumento dei danni alle reti e al pescato a causa dei morsi. L’allerta si sta muovendo verso ovest e nord, con un esemplare di Lagocephalus sceleratus catturato nel 2025 nell’Adriatico settentrionale, vicino a Medulin, in Croazia. Questo esemplare maschio, lungo circa mezzo metro e pesante 1,3 chili, è stato pescato a quasi 20 metri di profondità, secondo un report scientifico.
E in Italia?
Attualmente non ci sono avvistamenti recenti del pesce palla argenteo nei mari italiani, ma la sua presenza è nota dal 2013, quando è stato individuato per la prima volta al largo di Lampedusa. Lo ritrovamento dell’anno scorso nell’Alto Adriatico ha dimostrato come la specie continui a espandere il proprio areale vicino alle coste nazionali. Nonostante ciò, il pesce palla argenteo resta una specie rara e gli episodi di contatto con l’uomo sono limitati.
I rischi
Ogni avvistamento di questo pesce è monitorato, poiché presenta due tipologie di rischi: il morso e l’avvelenamento da ingestione. Sebbene il morso non sia velenoso, può causare ferite serie per via delle sue mascelle robuste e denti a becco, capaci di provocare lacerazioni profonde. Il vero pericolo, tuttavia, risiede nel consumo del pesce, poiché alcuni tessuti possono contenere tetrodotossina, una neurotossina estremamente potente che non viene inattivata dalla cottura e può portare a paralisi, insufficienza respiratoria e morte. Il pesce appartiene alla famiglia dei Tetraodontidae, ampiamente nota per il giapponese Fugu, consumato in Giappone con un elaborato processo di preparazione, nonostante la sua velenosità, la cui commercializzazione è vietata nell’Unione europea.
L’altro rischio se si incontra un pesce palla argenteo è il morso, potenzialmente dannoso, capace di causare lesioni significative, comprese amputazioni.
Ma che storia incredibile! Un pesce così piccolo che provoca paura tra i bagnanti? Boh, non ci posso credere!!! Certo che con il riscaldamento globale succedono cose strane. E noi qui a preoccuparci degli squali…