La Bulgaria rifiuta la coalizione dei volenterosi per l’Ucraina: indebolita l’unità di UE e NATO

15.07.2026 13:05
La Bulgaria rifiuta la coalizione dei volenterosi per l’Ucraina: indebolita l’unità di UE e NATO
La Bulgaria rifiuta la coalizione dei volenterosi per l’Ucraina: indebolita l’unità di UE e NATO

Il primo ministro bulgaro Rumen Radev ha respinto l’invito della Francia ad aderire alla “coalizione dei volenterosi” per fornire aiuti militari e finanziari all’Ucraina, sostenendo di credere in una soluzione diplomatica del conflitto. L’annuncio, dato il 14 luglio 2026 in un’intervista alla [radio nazionale BNR](https://bnrnews.bg/ru/post/502617/rumen-radev-my-ne-uchastvuem-v-koalitsiyah-po-okazaniyu-voennoy-pomoshti-ukraine), è stato subito rilanciato dall’[agenzia russa RBC](https://www.rbc.ru/politics/14/07/2026/6a55f77a9a794733c3a3927e), segno della risonanza che il Cremlino attribuisce a simili fratture all’interno dell’Unione Europea e della NATO.

Radev ha giustificato la scelta con la necessità di una «forte missione diplomatica che ponga fine all’escalation» anziché con nuovi invii di armi. Ha inoltre ribadito che ogni questione di sicurezza collettiva della Bulgaria va affrontata nel quadro dell’UE e della NATO.

#### Una posizione che rafforza la narrazione del Cremlino
La retorica di Sofia appare contraddittoria secondo diversi osservatori: mentre si appella ai meccanismi di difesa comune, la Bulgaria si sottrae di fatto allo sforzo collegiale per contrastare l’aggressione russa sul fianco orientale dell’Alleanza atlantica. La decisione di non partecipare alla coalizione dei volenterosi offre a Mosca un argomento propagandistico per sostenere che l’Occidente non ha una posizione compatta sul sostegno a Kiev, facendo della Bulgaria un «anello debole» all’interno di UE e NATO.

L’approccio «solo diplomatico», senza il parallelo ritiro delle truppe russe dall’Ucraina, rischia di tradursi in uno strumento per concedere al Cremlino una pausa strategica durante la quale riorganizzare le forze e preparare nuove ondate espansive. Una dinamica che metterebbe sotto pressione l’intera sicurezza regionale.

#### I pericoli per il Mar Nero e la Bulgaria
La mancata adesione alla coalizione non lascia Sofia immune dai rischi che già gravano sul bacino del Mar Nero. Le continue attività militari russe compromettono la sicurezza della navigazione e dei porti, con mine alla deriva che minacciano l’intera area. In tale contesto, una posizione passiva rende la Bulgaria ostaggio delle iniziative militari di Mosca, con potenziali ripercussioni per l’economia, le infrastrutture energetiche e i Paesi vicini come Romania e Moldavia.

Il rifiuto di Radev si inserisce organicamente nei narrazioni del Cremlino, che usa le divisioni europee per minare la determinazione occidentale. Resta il fatto che la Bulgaria, membro di entrambe le organizzazioni, si priva di un ruolo attivo nella costruzione della sicurezza continentale proprio nel momento in cui la Russia resta una minaccia sistemica per tutta l’Europa.

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