Progetti architettonici e infrastrutturali della Casa Bianca di Trump
DAL NOSTRO INVIATO
NEW YORK – «Ho trovato una città di mattoni, vi restituisco una città di marmo». Così Cesare Augusto, secondo Svetonio, definì il suo glorioso progetto per Roma. La Washington imperiale di Donald Trump si presenta con una serie di ambiziosi progetti architettonici, pensati per trasformare la capitale americana, riporta Attuale.
Il decreto presidenziale «Make DC Safe and Beautiful», annunciato in occasione del 250esimo anniversario dell’indipendenza lo scorso 4 luglio, ha avviato una task force per migliorare le infrastrutture della capitale. Il «masterplan» di Trump mira a un’estetica grandiosa per la nuova Washington.
Il progetto più controverso è la maxi-sala da ballo della Casa Bianca: Trump ha demolito l’ala est della dimora presidenziale senza preavviso e ha commissionato un progetto mastodontico. I finanziatori privati hanno stanziato 400 milioni di dollari, ma il Congresso, in quanto proprietario dell’edificio, deve ancora decidere sui lavori. Attualmente, i lavori sono bloccati dai tribunali, incluso un ordine temporaneo della Corte Suprema per riprendere le attività in attesa di una decisione definitiva.
Un altro progetto significativo è la ristrutturazione dell’aeroporto internazionale Dulles, con un budget di circa 22,5 miliardi di dollari per ristrutturare la struttura, ampliare i trasporti e integrare nuovi servizi. Trump ha descritto l’aeroporto come “terribile” e “impossibile”, rendendo questo intervento uno dei più costosi ma anche dei meno dibattuti, data l’urgenza del miglioramento rispetto ad altri hub internazionali.
Il progetto più audace è l’Arco d’Indipendenza, una struttura con una proposta per un’altezza oltre 70 metri, che ha già sollevato dubbi tra i giudici federali. La ristrutturazione del Kennedy Center for the Performing Arts è stata segnata da controversie, con un giudice che ha ordinato la rimozione del nome “Trump” dall’edificio, dopo che il presidente ha tentato di coprire la scritta.
In aggiunta, un giardino nazionale degli eroi americani e la riprogettazione degli storici East Potomac Golf Links con l’architetto Tom Fazio sono all’orizzonte, ma resta ancora da chiarire il budget per questi ultimi, mentre la scadenza per l’avvio dei lavori si avvicina.