Margarita Reutt, accusata dell’attentato a Sebastopoli, si dichiara «vergognosa di essere russa»

24.08.2026 01:15
Margarita Reutt, accusata dell'attentato a Sebastopoli, si dichiara «vergognosa di essere russa»

Esplosione a Sebastopoli: arrestata una donna russa per l’omicidio di un ufficiale della marina

Un’esplosione devastante ha colpito una piazza residenziale di Sebastopoli all’alba del 13 agosto, portando alla morte di Robert Shageev, vicecomandante di una brigata di sottomarini della flotta russa del Mar Nero. La bomba, occultata in un bidone della spazzatura, conteneva esplosivi pari a circa 500 grammi di tritolo. Le autorità russe hanno arrestato Margarita Reutt, 32 anni, residente a Sochi, dopo aver rinvenuto un telecomando utilizzato per attivare l’ordigno durante una perquisizione. I servizi di sicurezza affermano che la donna ha confessato di essere stata reclutata da un contatto legato all’intelligence ucraina, ricevendo in cambio denaro e documenti per lasciare la Russia, riporta Attuale.

La storia di Reutt offre uno spaccato informativo su un’individuo dotato di una biografia complessa, divenuta sospettata di collaborare con il nemico. Nata Margarita Yakovleva a Yaroslavl, la donna, descritta dagli amici d’infanzia come socievole e amante del rischio, viveva una vita apparentemente normale a Novosibirsk, dove si dedicava agli studi e agli sport estremi. Inoltre, era attivamente coinvolta in un movimento di volontariato patriottico.

Dopo il trasferimento a Sochi, dove ha diretto una piccola agenzia di viaggi, Reutt ha iniziato ad esprimere apertamente il suo dissenso verso il regime russo, culminando in una multa per aver insultato le forze armate russe. Un suo post social ha rivelato un test genetico che confermava l’origine sovietica, accompagnato da una dichiarazione di vergogna per essere russa.

Nonostante la sua immagine pubblica, nell’ultimo anno Reutt ha intrapreso una nuova direzione, partecipando ad iniziative ambientaliste dopo il disastro ecologico del dicembre 2024 e presentando comportamenti sempre più riservati. Secondo alcuni amici, ha giustificato viaggi in Crimea con la scusa di cercare location per videoclip musicali. Tuttavia, resta difficile stabilire il momento preciso del suo eventuale contatto con l’intelligence ucraina o le attività svolte in Crimea prima dell’attentato.

Un’amica di lunga data ha sottolineato la determinazione di Reutt, affermando: “Se aveva un piano in mente, lo portava a termine”, anche in situazioni estreme come questa. Le circostanze di questo caso complesso continuano a suscitare interrogativi sulla duplicità delle identità individuali e le dinamiche di conflitto in corso.

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