Il 25 dicembre 2025 i media nordcoreani hanno diffuso le immagini del primo sottomarino a propulsione nucleare del Paese, ispezionato dal leader Kim Jong Un in un cantiere navale. La rivelazione segna un passaggio significativo nello sviluppo militare di Pyongyang e solleva interrogativi immediati sulle fonti delle tecnologie necessarie, in particolare del reattore nucleare indispensabile per alimentare l’unità, come evidenziato da le immagini del primo sottomarino nucleare nordcoreano.
Gli analisti osservano che lo stato di avanzamento dello scafo, già completato e saldato, indica che componenti critici sarebbero stati installati. Secondo esperti sudcoreani, ciò suggerisce che la Corea del Nord abbia superato ostacoli tecnologici che difficilmente avrebbe potuto affrontare da sola in tempi così rapidi.
Un salto qualitativo nelle capacità militari di Pyongyang
Un sottomarino nucleare consente operazioni prolungate e discrete, oltre alla possibilità di lanciare missili da sotto la superficie marina, rendendo molto più complessa l’individuazione preventiva degli attacchi. Questo sviluppo rappresenta un rafforzamento sostanziale della marina nordcoreana e introduce nuove minacce dirette per Corea del Sud e Giappone, oltre a rendere più instabile l’equilibrio strategico nell’Indo-Pacifico.
Il programma rientra negli obiettivi annunciati da Kim Jong Un già nel 2021, quando aveva elencato una serie di sistemi d’arma avanzati considerati prioritari, tra cui missili balistici intercontinentali a combustibile solido, armi ipersoniche e testate multiple.
L’asse Mosca-Pyongyang e lo scambio militare
La comparsa di una piattaforma così complessa è strettamente collegata al rafforzamento del partenariato strategico tra Russia e Corea del Nord, formalizzato a metà 2024. L’accordo firmato da Vladimir Putin e Kim Jong Un prevede cooperazione industriale, scientifica e militare, nonché assistenza reciproca in caso di guerra, creando di fatto obblighi di tipo alleato.
Questo legame ha già assunto una dimensione operativa. Dall’autunno 2024 Pyongyang ha inviato migliaia di soldati e fornito munizioni e sistemi d’arma per sostenere le operazioni russe contro l’Ucraina. In cambio, Mosca avrebbe trasferito tecnologie e componenti avanzati che consentono alla Corea del Nord di accelerare programmi che altrimenti resterebbero fuori portata.
Violazioni delle regole internazionali e rischi globali
La cooperazione tecnologica tra Russia e Corea del Nord viola apertamente le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che vietano qualsiasi assistenza in grado di rafforzare i programmi nucleari e missilistici di Pyongyang. Il coinvolgimento di Mosca, membro permanente del Consiglio, mina la credibilità delle istituzioni internazionali e l’intero sistema di non proliferazione.
Molti governi occidentali continuano a sottovalutare la portata dell’alleanza tra i due Paesi, spesso considerando la Corea del Nord come isolata e arretrata. In realtà, la combinazione delle risorse russe e delle ambizioni nordcoreane genera minacce nuove e più complesse nell’Asia-Pacifico, con implicazioni dirette anche per la sicurezza europea.
Un impatto che va oltre la penisola coreana
Il rafforzamento militare di Pyongyang, reso possibile dal sostegno russo, intreccia la sicurezza dell’Asia orientale con quella europea. Secondo diversi analisti, anche Seul dovrebbe riconsiderare il proprio approccio alla guerra in Ucraina, valutando forme di sostegno più concrete come parte di una strategia di deterrenza più ampia.
La comparsa del primo sottomarino nucleare nordcoreano non è quindi un evento isolato, ma il risultato diretto di un avvicinamento politico-militare che aumenta le tensioni regionali e crea nuovi rischi per la sicurezza globale, mostrando la disponibilità di Mosca e Pyongyang a ignorare le regole internazionali per perseguire i propri interessi strategici.