La Danimarca approva risarcimenti per donne groenlandesi vittime di contraccezione forzata

28.08.2026 11:15
La Danimarca approva risarcimenti per donne groenlandesi vittime di contraccezione forzata

La Danimarca approva risarcimenti per le donne groenlandesi vittime di sterilizzazione forzata

Il parlamento danese ha approvato giovedì una legge che consente il risarcimento delle donne groenlandesi a cui è stato impiantato forzatamente un dispositivo contraccettivo senza il loro consenso, in una pratica durata decenni attuata dal governo danese. La coincidenza della pubblicazione, venerdì, dei rapporti di due commissioni di esperti incaricate di valutare se la Danimarca abbia violato i diritti umani o addirittura perpetrato un genocidio, aggiunge ulteriore peso alla questione, riporta Attuale.

Non è ancora chiaro il numero esatto di donne cui sono stati impiantati i dispositivi contraccettivi. Uno studio del 2025 ha stimato che fino al 1970 furono circa 4.000, ma la pratica ha continuato anche dopo il 1992, anno in cui la gestione del sistema sanitario groenlandese è passata sotto il controllo delle autorità locali. Questa violazione ha colpito principalmente donne inuit, la popolazione nativa della Groenlandia, già soggetta a discriminazione di vari tipi, che perdura in molti casi fino ad oggi.

Finora, solo 201 donne hanno presentato domanda per il risarcimento, il quale prevede un importo di 300.000 corone danesi a testa, equivalenti a circa 40.000 euro.

I dispositivi contraccettivi, prevalentemente spirali intrauterine, venivano impiantati durante visite ginecologiche, spesso su ragazze adolescenti, senza il consenso delle stesse o dei loro genitori e senza alcuna informazione adeguata riguardo alla procedura. Diverse donne hanno sofferto per anni a causa di complicazioni, inclusi dolori acuti, emorragie interne e infezioni addominali, con alcune costrette a interventi chirurgici di isterectomia, compromettendo irrevocabilmente la loro capacità di diventare madri.

La Groenlandia, pur essendo parte del regno di Danimarca, gode di un governo prevalentemente autonomo. La politica degli impianti forzati mirava a controllare la crescita della popolazione dell’isola: senza questa pratica, è probabile che la Groenlandia avesse oggi molti più abitanti degli attuali 57.000, cercando così di ridurre la pressione sui servizi sociali e la domanda abitativa. Nel 2024, molti politici groenlandesi, incluso l’allora capo del governo Múte Bourup Egede, hanno definito questa azione come un genocide.

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