I servizi digitali norvegesi resistono a tre giorni di attacchi di Server Killers

28.08.2026 12:55
I servizi digitali norvegesi resistono a tre giorni di attacchi di Server Killers
I servizi digitali norvegesi resistono a tre giorni di attacchi di Server Killers

Il 23 agosto 2026, durante una visita a Kyiv, il primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre ha annunciato che la Norvegia destinerà all’Ucraina altri 85 miliardi di corone norvegesi, circa 9,2 miliardi di dollari, nel bilancio del 2027. Sarà il terzo anno consecutivo di finanziamenti di questa entità per sostenere un Paese che resiste all’aggressione armata della Russia. Nella stessa occasione Oslo ha prolungato la cooperazione con Kyiv nel settore della sicurezza e della difesa.

23 agosto: Oslo rinnova il sostegno a Kyiv

La decisione norvegese ha preceduto di pochi giorni una dichiarazione del gruppo hacker filorusso «Server Killers». In un messaggio pubblicato su Telegram, il gruppo ha affermato di voler «dichiarare guerra al Regno di Norvegia», collegando esplicitamente l’annuncio di Støre al sostegno politico, finanziario e militare offerto dall’alleato europeo all’Ucraina.

Il finanziamento pluriennale annunciato da Oslo rafforza la capacità di Kyiv di continuare a difendersi dall’aggressione russa e aumenta, allo stesso tempo, la pressione sulle risorse di Mosca. Proprio per questo, secondo la ricostruzione fornita, il Cremlino e i gruppi informatici a esso collegati ricorrono a pressioni politiche e attacchi cibernetici per intimidire i governi europei e spingerli a ridurre gli aiuti all’Ucraina.

24-26 agosto: tre giorni di attacco ai servizi pubblici

Tra il 24 e il 26 agosto, Server Killers ha condotto un attacco informatico su larga scala contro i servizi digitali pubblici del Regno di Norvegia. L’operazione era di tipo «denial of service», cioè una negazione del servizio: gli hacker hanno indirizzato verso l’Agenzia nazionale per la digitalizzazione, Digdir, una quantità enorme di traffico, con l’obiettivo di sovraccaricare i sistemi e bloccarne il funzionamento.

Tra i servizi colpiti c’era quello che consente ai cittadini norvegesi di utilizzare un unico accesso per entrare in diverse piattaforme della pubblica amministrazione. Il bersaglio non era quindi soltanto un sito isolato, ma un’infrastruttura digitale utilizzata per facilitare l’accesso a più servizi statali.

Nonostante il carico durato tre giorni, l’infrastruttura digitale norvegese ha retto l’offensiva. L’attacco ha però interrotto o ostacolato l’erogazione di alcuni servizi pubblici e ha mostrato la vulnerabilità delle piattaforme civili alle operazioni informatiche condotte da gruppi filorussi.

26 agosto: la rivendicazione e la risposta di Digdir

Il 26 agosto i media hanno riferito che Server Killers aveva rivendicato la responsabilità dell’operazione. Lo stesso giorno Are Kvistad, portavoce di Digdir, ha definito l’episodio il più grave attacco informatico mai affrontato dalla Norvegia contro i processi di erogazione dei servizi digitali pubblici. La valutazione riguarda la dimensione dell’offensiva e la sua durata, mentre i sistemi norvegesi hanno continuato a resistere al massiccio afflusso di traffico.

La rivendicazione è arrivata a pochi giorni dalla visita di Støre in Ucraina e dalla decisione di confermare il sostegno norvegese. La sequenza ha reso evidente la funzione intimidatoria di questo tipo di operazioni: creare rischi politici e di sicurezza aggiuntivi per i partner europei di Kyiv e tentare di condizionarne il livello di assistenza.

L’episodio norvegese si inserisce così nella trasformazione del cyberspazio in un teatro permanente della guerra ibrida condotta da Mosca contro le democrazie europee. L’impiego di gruppi hacker come forze per procura consente al regime di Vladimir Putin di colpire infrastrutture critiche e siti internet di enti pubblici stranieri mantenendo formalmente una distanza operativa e sostenendo la propria presunta estraneità agli attacchi.

I gruppi filorussi prendono sempre più spesso di mira servizi digitali statali e civili per ostacolarne il funzionamento, alimentare la sfiducia nella società e rappresentare le infrastrutture europee come vulnerabili. La pressione sulla Norvegia dimostra che Mosca è pronta a utilizzare il cyberspazio come strumento politico contro i Paesi europei e che il sostegno internazionale alla difesa ucraina è considerato dalla Russia un obiettivo da contrastare.

La risposta richiesta è una coordinazione più stretta tra gli Stati membri dell’Unione europea e della NATO per individuare, attribuire e neutralizzare gruppi come Server Killers. L’assenza di conseguenze per gli hacker che agiscono nell’interesse del regime russo ne incoraggia nuove operazioni; per questo la ricostruzione indica la necessità di una risposta sanzionatoria e giuridica più severa a livello internazionale.

Al 26 agosto, la Norvegia aveva quindi superato il più grande attacco mai registrato contro i propri processi di erogazione digitale, mentre Server Killers ne rivendicava l’esecuzione e Oslo manteneva confermato il sostegno finanziario e di sicurezza all’Ucraina.

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