La fronda nordista della Lega cerca un nuovo assetto prima di Pontida
Un confronto cruciale tra Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega in Senato, e Attilio Fontana, governatore della Lombardia, ha avuto luogo alla Versiliana, dove i due leader hanno affrontato contestazioni da parte di militanti in difesa della leadership di Matteo Salvini. Con il prossimo appuntamento annuale a Pontida a un mese di distanza, i segnali di frustrazione all’interno del partito sono evidenti. “Disponibilissimi a trovarci prima di Pontida e trovare un nuovo assetto”, riporta Attuale.
Il clima interno alla Lega è teso e preoccupante, con Romeo che avverte: “Sono due anni che cerchiamo di spegnere gli incendi, se non ci fossimo stati noi, ci sarebbero state lacerazioni”. Il calo degli iscritti rappresenta una sfida significativa, e la fronda nordista chiede a Salvini di considerare un cambio di passo per affrontare queste problematiche e trovare soluzioni condivise. Dall’altra parte, il senatore Claudio Borghi accusa i dissidenti di cercare solo di influenzare la composizione delle liste in vista delle elezioni del 2027.
“La squadra” è il mantra ripetuto da Fontana e Romeo, che non intendono minare la leadership di Salvini. “Nessuno ha detto che Salvini non debba far parte della squadra, ma che squadra sia”, puntualizza Romeo. Entrambi riconoscono le difficoltà che il movimento sta attraversando, evidenziate da sondaggi preoccupanti.
La questione principale riguarda l’orientamento politico della Lega. Romeo sottolinea che il partito sembra sempre più orientato a destra, dove è già presente Giorgia Meloni. “Come facciamo a trovare spazio?” si chiede, evidenziando le radici storiche della Lega come partito federalista e autonomista, vicino ai ceti produttivi e alle partite IVA. A differenza di Salvini, i nordisti stanno considerandole opportunità di finanziamento dalla ricca Europa, sostenuti dalla dottrina di Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia.
La divergenza tra Salvini e i dissidenti è netta. Il Capitano ha scelto una linea nazionalista di destra, che ha permesso alla Lega di rimanere a galla anche dopo l’esplosione della crisi di governo Conte I. I nordisti propongono un’idea di “confederazione” con diverse Leghe che rappresentano i territori, ma resta da vedere se riusciranno a ritrovare unità in vista di Pontida, eventualmente rimanendo sotto l’ala di Salvini.
Cosimo Rossi
Non so che dire, questa situazione nella Lega è veramente paradossale… Ma come possono pensare di unirsi sotto la leadership di Salvini se stanno già litigando? L’idea di una “confederazione” sembra più un sogno che una realtà concreta. Mah, che confusione!