La madre delle sorelline di Civitella Alfedena resta libera, obbligo di firma per Valentina D’Acunto e familiari

25.06.2026 21:05
La madre delle sorelline di Civitella Alfedena resta libera, obbligo di firma per Valentina D'Acunto e familiari

La madre delle sorelle Di Giacinto non entrerà in carcere, ma dovrà rispettare l’obbligo di dimora

Roma, 25 giugno 2026 – La mamma delle sorelline di Civitella Alfedena non andrà in carcere. Valentina D’Acunto, madre delle due ragazzine Alisya e Sarah Di Giacinto, di 16 e 12 anni, avrà l’obbligo di dimora, come per il suo compagno e per suo padre. I tre, con la convalida del fermo da parte del giudice per le indagini preliminari di Sulmona, su richiesta della Procura, dovranno restare nella provincia di Latina e presentarsi due volte al giorno dai carabinieri per la firma, riporta Attuale.

La madre delle due ragazze, ritrovate domenica sera a Formia, insieme al compagno Vincenzo Esposito e al nonno materno Marco D’Acunto, sono stati fermati e condotti in carcere lunedì, poche ore dopo il ritrovamento delle ragazze, con l’accusa di sequestro di persona aggravato in concorso. La donna ottantenne presso la cui abitazione sono state trovate le minori è indagata per concorso in sequestro di persona.

“Restano da verificare ulteriori circostanze per accertare l’eventuale coinvolgimento di altre persone”, ha spiegato il procuratore del tribunale di Sulmona, Luciano D’Angelo. “Valentina D’Acunto ha fornito alcune spiegazioni, ma si tratta di sue convinzioni personali. Il suo obiettivo era tornare ad avere con sé le figlie”, ha aggiunto il magistrato.

“Hanno commesso una grossa sciocchezza. Si sono pentiti. Hanno preso coscienza che questa cosa non andava fatta perché c’erano dei presidi normativi da rispettare. Forse il progetto è nato perché presi dallo sconforto dalla notifica di noi difensori della sentenza di fine maggio”, ha affermato, a margine dell’udienza di convalida del gip di Sulmona, il legale di Valentina D’Acunto, Enrico Mastantuono. “I tre sono spinti, forse, come ha detto il procuratore, da un amore malato. Sono persone spinte da degli affetti, da interessi propri”, ha concluso. Il padre e il compagno della donna sono difesi dall’avvocato Luca Cupolino.

Nei giorni scorsi la donna ha confessato alla garante dei detenuti: “Voglio rivedere le mie figlie al più presto, voglio stare con loro, loro vogliono stare con me”. La garante ha definito la donna come “provatissima”, sottolineando però che “ha tanta solidarietà attorno” ed è “circondata dalle altre detenute che la supportano e non la lasciano mai da sola”.

Intanto, ha protestato il padre, estraneo alle accuse, ma pare evitato dalle ragazze: “Mi stanno continuando ad attaccare invece di pensare alle ragazze, invece io cerco di proteggere le mie figlie”. “Ne ho ricevute tante di offese in tutti questi anni, ho sempre sorvolato andando avanti a testa alta: pianti, finzioni”, ha detto a Storie Italiane su Rai1 rispondendo alla suocera – la mamma della sua ex moglie, oggi detenuta per sequestro di persona – che aveva detto che “i buoni sono dentro e i cattivi stanno fuori”.

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