La madre di Alberto Trentini: “La mia pazienza è finita” dopo un anno di detenzione in Venezuela

16.11.2025 07:25
La madre di Alberto Trentini: "La mia pazienza è finita" dopo un anno di detenzione in Venezuela

Il dramma di Alberto Trentini: un anno di detenzione ingiustificata in Venezuela

Un anno di attesa silenziosa e straziante. Il tempo sembra essersi fermato per Armanda Colusso, madre di Alberto Trentini, un cooperante detenuto dal 15 novembre 2024 – senza alcuna accusa formalizzata – nel carcere di El Rodeo I, nella periferia di Caracas, in Venezuela, dove la sua vita è segnata dall’isolamento e dalla mancanza di contatti. Con cui i genitori possono comunicare in modo sporadico e fugace, riporta Attuale.

Quest’anno, Armanda ha ricevuto solo tre brevi telefonate da suo figlio, l’ultima delle quali risale al 10 ottobre, in cui Trentini ha confermato di essere vivo e ha chiesto ai genitori di prendersi cura l’uno dell’altro. “Qualche settimana fa, dei detenuti colombiani ci hanno assicurato che era in vita”, ha riferito Alessandra Ballerini, avvocato della famiglia Trentini, durante una conferenza stampa a Palazzo Marino a Milano, affollata da giornalisti e personalità di spicco, compresi le famiglie di Giulio Regeni e Andrea Rocchelli, caduti nel contesto di violenza internazionale. “Alberto è un figlio di tutti, come dovrebbe essere trattato anche dal governo”, ha aggiunto l’avvocato, esprimendo l’indignazione per la scarsa azione da parte del governo italiano in questo caso.

Armanda ha definito la sua esperienza come un “percorso di pazienza esaurita”, dichiarando che nei 12 mesi ha avuto solo tre telefonate dalla premier Giorgia Meloni e due incontri col sottosegretario Mantovano, rilevando che fino ad agosto il governo italiano non aveva avuto contatti con quello venezuelano. La madre ha insistito sulla necessità di una maggiore azione diplomatica, sottolineando la drammaticità della situazione in cui her son vive: “Non si può aspettare oltre, in una cella di soli due metri per due in condizioni igieniche difficili”, ha espresso con voce tremante.

La liberazione di un detenuto svizzero che ha condiviso la cella con Alberto solleva interrogativi sul panorama politico complesso tra Italia e Venezuela. Il rifiuto del governo italiano di riconoscere le elezioni in Venezuela e la legittimità del governo di Maduro ha senza dubbio complicato la situazione, secondo quanto riportato dall’avvocato Ballerini. “Ci siamo illusi che la canonizzazione di alcuni santi venezuelani potesse aprire un canale diplomatico e non solo dialogo”, ha aggiunto.

Organizzazioni come Amnesty International e IACHR hanno definito l’arresto di Trentini “arbitrario” e la sua detenzione potrebbe costituire un crimine contro l’umanità, parte della strategia di sparizioni forzate adottato dal regime di Maduro. “Continuate a parlare di Alberto. Fatelo finché non torna a casa. A mio figlio è stato tolto un anno di vita”, ha esortato Armanda, circondata da cartelloni con il ritratto di suo figlio e lo slogan “E io sogno da un anno”. Il sogno di una madre riabbracciare il figlio atteso con ansia continua a nutrire la sua speranza.

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