La ministra Bondi minaccia di mantenere l’emergenza a Minneapolis in cambio dei dati elettorali

27.01.2026 08:15
La ministra Bondi minaccia di mantenere l'emergenza a Minneapolis in cambio dei dati elettorali

La lettera di Pam Bondi e le reazioni politiche negli Stati Uniti

Una lettera di Pam Bondi, ministra della Giustizia degli Stati Uniti, indirizzata a Tim Walz, governatore del Minnesota, ha sollevato un mare di polemiche. Nella missiva, Bondi risponde alla richiesta di Walz di ritirare gli agenti dell’Ice, chiedendo in cambio una maggiore cooperazione nella cattura degli immigrati, così come l’accesso alle liste degli elettori dello Stato e ai dati personali dei cittadini, generando indignazione tra i democratici e preoccupazione tra i conservatori, che fino ad ora hanno sostenuto l’autonomia degli Stati dal governo federale, riporta Attuale.

Il tono della lettera ha portato alcuni a parlare di ricatto politico: «Se non ci date le informazioni richieste, Minneapolis continuerà a vivere in un’emergenza», ha accusato il senatore progressista Chris Murphy, riferendosi alle pressioni esercitate dalla Casa Bianca per ottenere dati sugli elettori. «Trump ha espresso più volte il suo rammarico per non aver agito in modo più deciso nel 2020» e ora sembra tentare di usare la presenza dell’Ice come leva per ottenere informazioni per influenzare gli esiti delle elezioni nel Minnesota.

Bondi ha negato le accuse, lanciando invece critiche contro il governatore e i sindaci, sostenendo che la priorità è porre fine alle rivolte ripristinando l’ordine. Tuttavia, la sua richiesta di informazioni sui cittadini elettori suscita legittimi sospetti nei confronti della sua amministrazione, soprattutto considerando le denunce da parte del Dipartimento di Giustizia verso 21 Stati che hanno rifiutato di fornire dati dettagliati.

David Becker, direttore del Centro di studi sui sistemi di voto, ha avvertito: «Ciò che stanno tentando di fare dovrebbe spaventare ogni persona, indipendentemente dall’orientamento politico. Stanno bulleidando gli Stati per ottenere dati sensibili sui cittadini». Questi eventi sono preoccupanti anche in vista dei tentativi e delle pressioni che Trump ha esercitato nel passato per interferire con i processi elettorali, come dimostra il il suo dichiarato desiderio di intervenire contro il voto postale.

Nonostante i tentativi di Trump di allontanarsi dalla responsabilità di gestione elettorale, i rischi di ulteriori interferenze in vista delle imminenti elezioni di novembre sono tangibili. Recentemente, Trump ha affermato di aver ottenuto successi così significativi nel suo primo anno di presidenza che non ci sarebbe nemmeno bisogno di tenere elezioni. Tuttavia, secondo Robert Kagan, storico della Brookings Institution, questi fantasmi di controllo sono preoccupanti: «Il risultato delle votazioni locali dello scorso novembre, tutte favorevoli ai democratici, sono stati un chiaro segnale. Trump non può permettersi una sconfitta repubblicana alle urne». Il Project 2025 della Heritage Foundation, un piano seguito dal governo Trump, potrebbe offrire vie alternative per condizionare i risultati elettorali.

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