La purga di Xi: 86 membri espulsi al plenum del Partito cinese contro opportunisti e edonisti

26.10.2026 11:15
La purga di Xi: 86 membri espulsi al plenum del Partito cinese contro opportunisti e edonisti

Xi Jinping intensifica la lotta contro la corruzione durante il Quinto Plenum

Durante il Quinto Plenum del Comitato centrale del Partito comunista cinese, che si svolge in un hotel di Pechino con massima sicurezza, il leader cinese Xi Jinping ha lanciato un attacco contro i funzionari infedeli. Si stima che oltre 80 membri dei 376 del Comitato centrale siano stati rimossi in seguito a indagini. La questione della corruzione, sia materiale che ideologica, è al centro della discussione, secondo quanto riporta Attuale.

Dal 2022, il plenum ha come obiettivo principale quello di affrontare la corruzione all’interno del Partito. Xi Jinping non mostra segni di cedimento nella sua missione di eliminare i funzionari infedeli che hanno compromesso l’integrità dell’istituzione. La riunione annuale, che tradizionalmente si tiene nella Grande Sala del Popolo, è stata spostata in un albergo gestito dallo Stato maggiore dell’Esercito popolare di liberazione per garantire la sicurezza e la riservatezza degli incontri.

In preparazione per quel che potrebbe essere l’ultimo plenum prima del Congresso nazionale del Partito comunista del 2027, Xi ha avviato nuove misure disciplinari contro ciò che definisce “doppiogiochisti”, che cercano di manipolare le politiche del partito per vantaggi personali. Le purghe hanno già colpito un numero significativo di ufficiali, tanto che solo il 77,4% degli attuali membri del Comitato centrale rimangono in carica a causa di procedimenti disciplinari.

La pressione continua per mantenere la disciplina all’interno del Partito ha portato a un clima di paura tra i funzionari. Secondo la Commissione di disciplina di Pechino, solo nella prima metà del 2026, circa 538.000 funzionari hanno subito indagini e sanzioni. Questo ha sollevato preoccupazioni riguardo al rischio che le continue purghe possano ostacolare l’efficienza della macchina statale cinese.

Le dichiarazioni di Xi Jinping evidenziano una crescente frustrazione nei confronti della persistenza della corruzione e della mancanza di lealtà tra i funzionari. La risposta da parte del leader cinese è chiara: è necessario chiudere il potere “nella gabbia delle istituzioni”, escludendo però il suo proprio posizionamento, potendo rimanere senza limitazioni di tempo.

Il plenum si concluderà giovedì, quando si prevede che venga pubblicato un documento fondamentale sulle decisioni riguardanti l’autogoverno del Partito.

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