La Russa provoca polemica con le sue dichiarazioni sulla Festa della Liberazione

22.04.2026 06:15
La Russa provoca polemica con le sue dichiarazioni sulla Festa della Liberazione

Controversie attorno alle dichiarazioni di Ignazio La Russa sulla Liberazione

Le recenti dichiarazioni del presidente del Senato, Ignazio La Russa, stanno sollevando un acceso dibattito politico in Italia. A pochi giorni dalle celebrazioni per la Liberazione, La Russa ha riaffermato la legittimazione storica della Repubblica sociale italiana (Rsi) durante l’apertura del Salone del Mobile. Queste affermazioni hanno suscitato forti reazioni da parte di vari esponenti politici, che hanno sottolineato l’importanza di non sovrapporre la memoria dei partigiani e quella dei repubblichini, riporta Attuale.

Il presidente del Senato ha dichiarato: “Quando ero ministro della Difesa, nessuno mi obbligava, ma andavo a rendere omaggio al monumento che c’è al cimitero di Milano ai partigiani e portavo una corona, poi andavo al Campo 10 dove ci sono sepolti molti ignoti, diversi caduti della Repubblica sociale italiana. Ci andavo in forma privata perché secondo me era un momento doveroso di una pacificazione… E lo rifarei”. Queste affermazioni evidenziano un intento di creare una narrazione storica che non esclude i ‘vinti’. Tuttavia, le reazioni politiche indicano che tale idea di ‘pacificazione’ è distante dalla realtà.

Federico Fornaro, deputato del Partito Democratico, ha denunciato le parole di La Russa come “gravi e inaccettabili”, soprattutto considerato il contesto della Festa della Liberazione. Ha affermato che non esiste alcuna possibilità di “pacificazione” attraverso l’equiparazione tra i partigiani e i sostenitori della Repubblica sociale italiana, definendo tale posizione come una forzatura storica e morale che offende la memoria della Resistenza. Fornaro ha continuato: “I partigiani hanno combattuto per la libertà, la democrazia e la dignità del Paese; mentre i militanti della Rsi scelto di sostenere un regime nazista, non da spettatori, ma come complici attivi nella persecuzione degli ebrei”. Ha aggiunto che confrontare queste esperienze è un tentativo di riscrivere la storia e indebolire il significato del 25 Aprile.

Anche Sandro Ruotolo, responsabile Memoria nella segreteria nazionale e europarlamentare del Partito Democratico, ha contestato fermamente La Russa, ribadendo che il 25 Aprile rappresenta la liberazione dall’oppressione nazifascista ed è fondamentale per la democrazia italiana e la Costituzione. “Non si può, neanche lontanamente, accostare la memoria della Resistenza a quella dei caduti della Repubblica sociale italiana”, ha concluso Ruotolo, chiarendo così l’importanza del giorno della Liberazione per l’identità e i valori democratici del Paese.

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