La Russia affronta crisi economica dopo quattro anni di aggressione all’Ucraina

25.02.2026 07:05
La Russia affronta crisi economica dopo quattro anni di aggressione all’Ucraina

Crisi economica e emergenze sociali: la Russia tre anni dopo l’invasione dell’Ucraina

La Russia si trova ad affrontare una crescente crisi economica e sociale dopo tre anni di conflitto in Ucraina. Un elemento rivelatore del clima teso nel Cremlino è la richiesta contenuta in una delle prime bozze di un’ipotetica pace, che implica che Kiev non colpisca le città di Mosca e San Pietroburgo, ma non l’intero territorio russo, segnalando l’ansia delle élite russe, riporta Attuale.

Nel 2025, secondo Novaya Gazeta Europa, le forze ucraine hanno inferto 8.300 «incidenti militari» in Russia. Il regime di Vladimir Putin, con i suoi settantenni rinchiusi nel Cremlino, teme un risveglio della popolazione benestante stanca della guerra e del crescente isolamento internazionale. Gli attacchi ucraini hanno causato perdite dirette e indirette alla Russia per un valore stimato di 11 miliardi di dollari, un impatto significativo per un’economia che già affronta molteplici difficoltà.

Mentre Mosca non si trova sull’orlo del collasso, i problemi di carattere economico e militare si intensificano. La necessità di armamenti e materiali per il conflitto ha portato a una situazione insostenibile, contribuendo al deterioramento delle condizioni economiche interne.

Le sanzioni economiche crescenti e il calo dei prezzi del petrolio costringono la Russia a vendere le proprie materie prime a prezzi sempre più bassi, con il bilancio del 2026 che prevede a mala pena 59 dollari al barile, mentre le vendite reali superano di poco i 40 dollari. Gli introiti da fonti fossili sono diminuiti del 25% rispetto all’anno scorso, ponendo pressione sulle finanze pubbliche e costringendo il governo a attingere alle riserve per mantenere la stabilità economica.

Parallelamente, i problemi demografici si aggravano, con migliaia di giovani caduti o feriti ogni mese. Questa situazione ha portato a pratiche discutibili per il reclutamento, compresi casi di coercizione tra reclute e genitori che denunciano abusi e intimidazioni da parte delle autorità militari. Ciò ha alimentato una crescente insoddisfazione ed è diventato motivo di preoccupazione soprattutto tra le famiglie dei soldati.

Putin affronta la pressione sia interna che esterna, e si prepara a una possibile mobilitazione obbligatoria. Questo panorama complesso è aggravato da una serie di divieti sui social media e repressioni che cercano di soffocare il dissenso. Il leader russo spera che la situazione internazionale possa favorire la sua posizione, contando su risultati politici in occidente che possano allentare le sanzioni e riportare la Russia a una condizione di normalità, mentre continua a tormentare sia l’Ucraina che il suo stesso popolo.

1 Comment

  1. Sono davvero scioccato da come la situazione in Russia stia peggiorando. La gente comune soffre mentre il regime si concentra solo sulla guerra e sul potere. E noi qui in Italia pensiamo che le sanzioni siano la soluzione!!! Ma alla fine chi paga il prezzo? Dobbiamo sperare in un cambiamento, ma non so come sarà…

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere