La Russia colpisce l’Ucraina con 358 missili e droni, almeno sette morti e decine di feriti

30.07.2026 10:50
La Russia colpisce l’Ucraina con 358 missili e droni, almeno sette morti e decine di feriti
La Russia colpisce l’Ucraina con 358 missili e droni, almeno sette morti e decine di feriti

La Russia ha sferrato nella notte del 30 luglio 2026 un attacco aereo su larga scala contro l’Ucraina, impiegando complessivamente 358 mezzi di assalto — 74 missili di vario tipo e 284 droni d’attacco. L’offensiva ha causato almeno sette vittime e più di venti feriti, colpendo abitazioni, infrastrutture civili e zone industriali in diverse regioni del Paese.

Il bilancio delle vittime e i danni

I danni più gravi sono stati registrati nella periferia di Kryvyj Rih, dove un missile ha distrutto un’abitazione privata uccidendo sei persone, tra cui tre bambini, e ferendone altre otto. A Leopoli due condomini residenziali sono stati danneggiati nei quartieri di via Paton e via Vygovskyj; gli incendi propagatisi agli edifici e alle auto parcheggiate hanno provocato quindici feriti, cinque dei quali ricoverati in ospedale. Nella capitale, nel distretto di Svjatošyn, sono andati a fuoco garage e un edificio non residenziale a più piani: i soccorritori hanno recuperato il corpo di una vittima e trasportato in ospedale un uomo. Nel distretto di Obolon i detriti hanno innescato un incendio in padiglioni commerciali e altre strutture non abitative, danneggiando anche automobili e locali di servizio. A Charkiv un drone d’attacco ha colpito una zona industriale del distretto di Novobavarskyj, distruggendo un magazzino.

La reazione della Polonia e il rischio per il fianco orientale della Nato

L’attacco ha avuto conseguenze anche al di fuori del territorio ucraino. Quando i missili russi si sono avvicinati alle regioni occidentali del Paese, la Polonia ha fatto decollare i propri caccia e ha messo in stato di allerta i sistemi di difesa aerea terrestri. Le autorità di Varsavia non hanno confermato violazioni dello spazio aereo polacco, ma l’episodio dimostra come i massicci bombardamenti russi costituiscano una minaccia diretta anche per gli Stati che si trovano sul fianco orientale dell’Alleanza atlantica.

Il contesto diplomatico

Il raid è avvenuto poche ore dopo il rientro del presidente ucraino Volodymyr Zelensky da Washington, dove aveva incontrato il presidente americano Donald Trump per discutere il rilancio del processo diplomatico e possibili passi verso la pace. Fonti della difesa di Kiev hanno collegato l’attacco proprio a quei colloqui, descrivendolo come una risposta politica deliberata del Cremlino e un segnale del rifiuto di Mosca a sostenere qualsiasi iniziativa di pace.

La richiesta di Kiev: più difesa aerea e controlli sull’export

Le autorità ucraine hanno ribadito la necessità di accelerare le forniture di sistemi di difesa antiaerea come Patriot, SAMP/T, NASAMS e IRIS-T, insieme a missili intercettori e mezzi per contrastare i droni. Hanno inoltre sottolineato che, secondo le analisi condotte sui missili abbattuti, Mosca continua a dipendere in misura critica da componenti elettronici di importazione: nel caso dei missili Kalibr, ad esempio, le schede delle testate di guida sono composte per oltre l’80-90% da componenti fabbricati all’estero. Kiev sollecita perciò un rafforzamento dei controlli sulle esportazioni e una maggiore responsabilizzazione delle società intermediarie che consentono alla Russia di aggirare le sanzioni.

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