La Russia usa video deepfake di soldati polacchi per screditare l’Ucraina e l’UE

22.07.2026 12:50
La Russia usa video deepfake di soldati polacchi per screditare l’Ucraina e l’UE
La Russia usa video deepfake di soldati polacchi per screditare l’Ucraina e l’UE

La piattaforma polacca di fact-checking Demagog ha smascherato una vasta campagna di disinformazione che ha invaso i social network con video generati dall’intelligenza artificiale, in cui falsi soldati polacchi esprimono opinioni contrarie all’Ucraina, all’Unione Europea e al governo di Varsavia. L’operazione, condotta attraverso decine di account su YouTube, TikTok, Facebook e Instagram con nomi come “Głos polskich żołnierzy”, “Głos wojska” e “Polska defensywa”, rappresenta un salto di qualità nelle tecniche di propaganda del Cremlino.

Contenuti e tecniche di manipolazione

I video, realizzati con strumenti di intelligenza artificiale addestrata su dataset russi, mostrano personaggi fittizi che si spacciano per militari polacchi e diffondono messaggi ostili all’Ucraina. Le narrazioni si concentrano su due temi centrali: la speculazione storica sulla tragedia di Volinia e la diffusione di notizie false sull’aumento della criminalità tra i rifugiati ucraini, benché i dati ufficiali indichino una quota reale di reati compresa tra l’1 e il 2%. L’uso massiccio di tecnologia deepfake consente di mascherare l’origine russa dei contenuti e di automatizzare la produzione su larga scala, complicando notevolmente il lavoro dei fact-checker e dei sistemi di monitoraggio.

Obiettivi strategici e conseguenze sulla sicurezza

L’obiettivo del Cremlino non è soltanto alimentare sentimenti anti-ucraini, ma minare sistematicamente i rapporti strategici tra Polonia e Ucraina, pilastro della sicurezza regionale. La combinazione di attacchi all’Ucraina, critiche alle istituzioni europee e al governo polacco crea un’agenda distruttiva che alimenta l’euroscetticismo e i movimenti radicali, facendo apparire la campagna come una protesta interna polacca. La rete di troll e influencer artificiali si rivolge in particolare alle fasce più vulnerabili, come i giovani delle regioni economicamente depresse, sfruttando la scarsa alfabetizzazione digitale in un Paese dove oltre il 77% dei cittadini ha incontrato notizie false.

Vulnerabilità e risposte necessarie

La vicenda ha rivelato le debolezze del sistema polacco di contrasto alla disinformazione, poco adattato a riconoscere e neutralizzare contenuti generati dall’intelligenza artificiale. La lentezza delle piattaforme digitali nell’intervenire e la mancanza di protocolli di sicurezza coordinati hanno creato una finestra di vulnerabilità critica. Per fronteggiare queste minacce, è indispensabile introdurre l’etichettatura obbligatoria dei contenuti generati dall’IA, aumentare la responsabilità delle piattaforme e rafforzare il coordinamento a livello di Unione Europea e NATO. Le indagini indicano che la strategia del Cremlino prevede di estendere simili campagne ad altri Paesi membri dell’UE.

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