Roma, 22 luglio 2026 – Il 10 luglio, un uomo di 61 anni, Ljubisa Karović, è stato risucchiato fuori dal finestrino esploso di un volo Ryanair che viaggiava da Salonicco, in Grecia, a Memmingen, in Germania. La pronta reazione della moglie e di alcuni passeggeri, che lo hanno trattenuto per le gambe mentre il suo corpo era all’esterno del velivolo, è stata cruciale, in quanto l’aereo proseguiva la sua corsa a oltre 600 chilometri orari e a più di 5mila metri di quota. Dopo l’incidente, l’aereo è tornato a Salonicco per un atterraggio d’emergenza, riporta Attuale.
L’intervista a Ljubisa Karovic
Ora Karovic, dimesso dall’ospedale, ha rilasciato un’intervista a ITV e al Guardian, in cui ha descritto attimi drammatici e le conseguenze fisiche e psicologiche subite. “Non riesco a uscire di casa, tutto mi dà fastidio. Sono mentalmente distrutto; l’incidente ha avuto un impatto enorme sulla mia vita. Ogni volta che sento il rumore di un aereo, mi viene l’ansia“, ha raccontato Karovic, uscito dall’ospedale il 17 luglio, dopo una settimana di ricovero e cure mediche.
La “difesa” di Ryanair
Gli avvocati che seguono il caso lo hanno definito “vivo per errore”. Ieri, il CEO di Ryanair, Michael O’Leary, ha commentato l’incidente affermando che “la rottura del finestrino è stata probabilmente determinata da un oggetto partito dal motore”, coinvolto in una collisione con un oggetto sconosciuto durante il decollo.
Il racconto dell’incidente
“Sono fortunato – racconta Karovic, un uomo d’affari abituato a viaggiare in aereo –. Non ricordo molto e la testa e il collo mi fanno ancora male, ma sono vivo. A salvarmi potrebbe essere stata la cintura di sicurezza, il fatto che fosse ancora allacciata. Ma forse è il destino. Credo in Dio e lo ringrazio ogni giorno”, ha dichiarato. Riporta di essere svenuto due volte, e che il suo viso era gonfio e deformato a causa della pressione e del flusso d’aria.
Sua moglie, Svetlana, ha aggiunto che gli assistenti di volo non hanno aiutato, raccontando di un passeggero, probabilmente albanese, che è intervenuto per cercare di tirare Karovic dentro e bloccare il finestrino, utilizzando sia una borsa che una valigia, il che alla fine è riuscito.
Il consiglio: “Allacciate sempre le cinture”
Karovic ha sottolineato i traumi, fisici e psicologici, dicendo: “Ho ancora dolore in molte parti del corpo e non so se riuscirò più a salire su un aereo”. Ha concluso l’intervista con un avvertimento: “Allacciate sempre la cintura di sicurezza. Non voglio che nessuno viva quello che ho vissuto io”.