La Siria avvia la distruzione del programma di armi chimiche di Bashar al Assad

04.09.2026 07:45
La Siria avvia la distruzione del programma di armi chimiche di Bashar al Assad

La Siria avvia la distruzione del suo programma di armi chimiche dopo la caduta di Assad

La Siria ha iniziato a distruggere ciò che resta del programma di armi chimiche di Bashar al Assad, il brutale dittatore deposto a dicembre del 2024 dopo 24 anni al potere. Secondo quanto riportato dalle Nazioni Unite, il governo del presidente Ahmed al Sharaa sta collaborando per bonificare il paese, riporta Attuale.

I resti del programma chimico erano stati individuati nel maggio 2025 e includono materie prime e munizioni simili a quelle utilizzate da Assad contro la popolazione siriana durante la guerra civile, iniziata nel 2011 e conclusasi nel 2024 con l’offensiva dei gruppi armati guidati da al Sharaa, che ha portato alla conquista della capitale Damasco. Sono stati trovati anche un impianto e diverse sostanze utilizzate per la produzione di armi.

Il mese scorso, l’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche ha inviato una squadra in Siria per verificare la distruzione del materiale, confermata venerdì. L’agenzia ha dichiarato che sono state distrutte 42 bombe. All’inizio del 2025, le autorità siriane avevano arrestato 18 individui sospettati di aver collaborato con il regime di Assad nel programma di armi chimiche, tra cui funzionari militari e politici.

La distruzione dei resti del programma è diventata ancor più cruciale a causa degli attacchi aerei israeliani che hanno colpito la Siria, frequenti nel 2025, aumentando il rischio di danneggiare i siti e di perdere prove utili che potrebbero chiarire il programma di armi chimiche di Assad. Durante un discorso alle Nazioni Unite, il rappresentante siriano Ibrahim Olabi ha accusato Israele di mettere a repentaglio la missione internazionale e la squadra di verifica sul campo.

Il regime di Assad, ereditato nel 2000 dal padre Hafez, è stato uno dei più violenti e corrotti della storia recente. L’uso delle armi chimiche è stato convalidato da numerose indagini internazionali in almeno tre occasioni: nel 2013, quando furono lanciati missili contenenti agenti tossici contro i sobborghi di Damasco; nel 2017, in un attacco aereo nei pressi di Idlib; e nel 2018 a Douma, con l’utilizzo di cloro accertato.

Le armi chimiche rappresentavano solo uno degli strumenti di repressione utilizzati dal regime. Assad ha fatto arrestare, torturare e uccidere decine di migliaia di oppositori, molti dei quali sono stati trasferiti in un vasto sistema carcerario finalizzato a terrorizzare la popolazione. Durante la guerra civile, in collaborazione con le forze russe e iraniane, il regime ha assediato città ribelli, infliggendo miseria alla popolazione. Si stima che circa mezzo milione di persone siano state uccise nel corso dei 13 anni di conflitto.

Bashar al Assad è stato condannato a morte ad agosto di quest’anno per crimini di guerra e crimini contro l’umanità. Attualmente si trova in Russia, dove vive con la sua famiglia sotto la protezione di Vladimir Putin.

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