La vasta truffa sui sussidi agricoli europei in Grecia

20.06.2025 20:35
La vasta truffa sui sussidi agricoli europei in Grecia

Questa settimana, la Commissione Europea ha inflitto una multa di 392 milioni di euro alla Grecia, accusandola di gravi carenze nella gestione dei sussidi agricoli europei, conseguenti a un’enorme frode di appropriazioni indebite risalente al periodo compreso tra il 2016 e il 2023. Secondo le indagini condotte dalla Procura Europea (EPPO), la truffa potrebbe non riguardare solo individui isolati, ma ha coinvolto anche funzionari pubblici, compresi due ex ministri accusati formalmente di “aiuto e istigazione all’appropriazione indebita di fondi agricoli dell’UE nel corso delle loro funzioni ufficiali”, riporta Attuale.

I sussidi agricoli dell’UE sono un argomento di costante discussione. Tra il 2023 e il 2027, per la Politica Agricola Comune (PAC) sono stati assegnati circa 290 miliardi di euro, rappresentando circa un quarto del bilancio europeo complessivo. Oltre il 70% di questi fondi verrà distribuito direttamente agli agricoltori. Tuttavia, vi è un dibattito in corso sulla necessità di ridurre o riformare tali aiuti, opposto da paesi con un settore agricolo robusto, tra cui l’Italia, la Francia, la Spagna, la Germania e, naturalmente, la Grecia. Quest’ultima avrebbe dovuto ricevere circa 1,9 miliardi di euro in pagamenti diretti dall’Unione, ma a causa delle sanzioni, l’importo sarà ridotto di circa un quinto.

Per queste ragioni, il caso greco sta attirando considerevole attenzione e potrebbe diventare un argomento di discussione per i critici della PAC durante i prossimi negoziati per definire l’ammontare dei fondi tra il 2028 e il 2034.

Secondo l’EPPO, tra il 2016 e il 2023, migliaia di cittadini greci, molti dei quali risiedevano a Creta per motivi ancora non del tutto chiari, avrebbero presentato richieste per sussidi europei riguardanti terreni o pascoli di cui non erano né proprietari né affittuari. A marzo del 2025, cento di questi individui sono stati incriminati, mentre alcuni stanno già scontando condanne da parte di tribunali greci a cui l’EPPO ha trasmesso i casi dopo aver raccolto prove sufficienti.

Al centro della questione si trova l’OPEKEPE, l’organizzazione statale responsabile della gestione della distribuzione di tali sussidi, che il governo greco ha annunciato di voler smantellare a causa dello scandalo. Questa organizzazione, il cui acronimo sta per Organizzazione per i pagamenti e il controllo degli aiuti comunitari, ha già subito una multa dall’Unione Europea nel 2024 per la scarsa gestione dei fondi. Nell’ultimo anno, l’ente era stato posto sotto monitoraggio per verificare se fosse possibile correggere le irregolarità emerse, ma le indagini hanno suggerito che possedesse problemi strutturali di difficile soluzione.

Politico ha ricostruito la vicenda in un’inchiesta pubblicata a febbraio del 2025. Dal 2005, l’OPEKEPE è stata l’unica autorità greca responsabile della supervisione dell’erogazione dei sussidi PAC, distribuendo annualmente circa 3 miliardi di euro a 900.000 beneficiari, tra cui agricoltori, cooperative e aziende esportatrici. Anche se l’indagine dell’EPPO è iniziata nel 2016, Politico segnala che la maggior parte delle frodi potrebbe essere cominciata nel 2017, anno in cui furono apportate modifiche alle normative europee che ampliarono la definizione di terreni ammissibili, includendo anche aree boscose. Questa riforma, per la quale la Grecia aveva esercitato pressioni, ha comportato un raddoppiamento della superficie considerata idonea per i sussidi.

Stando a quanto riportato da Politico, le domande per i sussidi apparivano riconoscibili e simili tra loro: provenivano da individui che dichiaravano di possedere terreni in località diverse da quelle di residenza. La documentazione allegata spesso non includeva contratti, ma soltanto numeri identificativi, e sono state trovate circolari interne dell’OPEKEPE che ordinavano di limitare i controlli, escludendo la verifica dei titoli di proprietà. Talvolta, lo stesso appezzamento di terra veniva registrato a nome di una persona in un anno e a nome di un’altra l’anno successivo, senza mai rivelarsi di proprietà di più di un individuo contemporaneamente.

Un ex funzionario dell’OPEKEPE ha dichiarato a Politico che “questo schema non avrebbe potuto essere attuato senza qualcuno all’interno dell’organizzazione che indicasse quali terreni erano disponibili e si assicurasse che non ci fossero ‘doppie registrazioni’ tra i presunti proprietari”.

Una delle prime a insospettirsi circa possibili irregolarità è stata Paraskevi Tycheropoulou, responsabile del dipartimento di revisione contabile interna dell’OPEKEPE, rimossa dall’incarico nel 2024 per presunti motivi di incompetenza dal suo superiore dell’epoca, Kyriakos Babasidis, che si è dimesso nel dicembre dello stesso anno. Non è stata l’unica: diversi funzionari sono stati allontanati per aver chiesto chiarimenti sulla gestione dei sussidi, compresi sei presidenti che si sono succeduti negli ultimi cinque anni.

Un caso emblematico è quello di Evangelos Simandrakos, un ex presidente dell’OPEKEPE che nel 2023 bloccò 6.000 partite IVA considerate sospette. Le sue azioni portarono alle dimissioni richieste dal ministro dell’Agricoltura, Lefteris Avgenakis, che però inizialmente non accettò, per poi lasciare l’incarico. L’EPPO non ha rivelato i nomi dei due ex ministri accusati nell’indagine; si sospetta, però, che possano essere Avgenakis e Makis Voridis, un altro ex ministro, che ha negato le accuse sui social media. Le indagini sono state successivamente deferite al parlamento nazionale, unico ente autorizzato dalla legge greca a indagare su membri del governo.

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