L’accordo tra Trump e Putin sul diesel: scetticismo per l’impatto sui prezzi globali

10.10.2026 08:55
L'accordo tra Trump e Putin sul diesel: scetticismo per l'impatto sui prezzi globali

Trump annuncia sospensione delle sanzioni sul diesel russo, ma il futuro è incerto

Venerdì sera, Donald Trump ha annunciato che gli Stati Uniti hanno sospeso le sanzioni contro la Russia sulle esportazioni di diesel, per consentire alla Russia di immettere diesel sul mercato mondiale e americano e fare così abbassare i prezzi. Trump ha annunciato l’accordo con toni trionfali: «I prezzi del diesel per gli americani e per il mondo SCENDERANNO, A LIVELLO RECORD, E IN FRETTA!», ha scritto sul suo social Truth, riporta Attuale.

Tuttavia, c’è grande scetticismo riguardo alla reale possibilità che l’accordo possa effettivamente ridurre significativamente il prezzo del diesel. Questo obiettivo è fondamentale per Trump, poiché le elezioni di metà mandato si avvicinano, prevista per inizio novembre.

Sull’accordo, confermato dalla Russia, ci sono pochi dettagli noti. Trump ha dichiarato che la Russia esporterà immediatamente 300.000 tonnellate di diesel, 500.000 tonnellate a novembre e un milione di tonnellate dopo, con la possibilità di ulteriori tre milioni di tonnellate, a seconda delle condizioni delle raffinerie russe.

Uno dei principali interrogativi riguarda la capacità della Russia di esportare questa quantità di diesel. Negli ultimi mesi, gli attacchi a lungo raggio dell’Ucraina contro le raffinerie russe hanno provocato una grave crisi energetica, costringendo il regime di Putin, a luglio, a imporre un divieto di esportazione di diesel per evitare carenze interne. Anche se la crisi riguarda maggiormente la benzina, il diesel è ancora relativamente disponibile. Tuttavia, gli ultimi tre milioni di tonnellate promesse sono condizionati alla situazione delle raffinerie russe.

Un’altra questione rilevante è che il diesel promesso è una quantità limitata rispetto al fabbisogno mondiale. Convertendo le tonnellate di diesel in barili, la Russia dovrebbe esportare circa 2,2 milioni di barili immediatamente, 3,7 milioni a novembre e 7,5 milioni in seguito. Questa cifra è modesta considerando che nel mondo vengono consumati circa 30 milioni di barili di diesel al giorno e che la Russia, quando operava a pieno regime, esportava circa 800.000 barili al giorno. In effetti, la Russia ha promesso di esportare tra ottobre e novembre quanto prima esportava in una settimana.

Rebecca Babin, analista della CIBC, ha affermato: «Questi barili potrebbero aiutare, ma potrebbero anche non arrivare mai sul mercato, e ciò che arriverà potrebbe essere troppo poco e troppo tardi», riferendosi all’incertezza sull’efficacia dell’accordo.

La speranza di Trump è che l’accordo sul diesel con la Russia riduca rapidamente i prezzi dei carburanti, alleviando la pressione sulla sua amministrazione e sul Partito Repubblicano in vista delle elezioni, dove i sondaggi indicano una posizione di svantaggio per i Repubblicani. L’aumento del costo della vita e dell’energia, in parte dovuto alla guerra in Medio Oriente, sta penalizzando il partito. Tuttavia, il piano potrebbe non raggiungere il suo obiettivo.

Un risultato significativo dell’accordo potrebbe essere una nuova legittimazione internazionale del regime di Putin. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha descritto l’accordo come «assolutamente terribile» e un «regalo di compleanno a Putin», che ha appena compiuto 74 anni.

Al momento, l’Unione Europea e il Regno Unito mantengono le sanzioni sulle esportazioni di diesel russo, mentre paesi come l’Australia hanno dichiarato che non hanno intenzione di acquistare il diesel russo che potrebbe entrare nel mercato grazie all’accordo con Trump.

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