Chi è Nidal Hasan, lo psichiatra condannato per l’eccidio di Fort Hood nel 2009

10.10.2026 08:35
Chi è Nidal Hasan, lo psichiatra condannato per l'eccidio di Fort Hood nel 2009

Il maggiore Nidal Hasan, noto per aver assassinato 13 soldati a Fort Hood, Texas, nel 2009, è stato destinato a diventare un «martire» della causa jihadista, ricevendo recentemente una pena di morte, che potrebbe includere un’esecuzione vicino ai 20 anni dopo il suo attacco. Tra le vittime della strage c’era anche Francheska Velez, incinta, e 33 persone rimasero ferite, riporta Attuale.

Il caso di Hasan è emblematico dei complessi problemi che affrontano molti autori di attacchi indiscriminati. La sua violenza è stata innescata da difficoltà mentali e risentimento verso l’esercito statunitense. Afferente alla carica di maggiore medico, Hasan operava come psichiatra e aveva collegamenti con elementi radicali, fra cui Anwar al Awlaki, un imam yemenita naturalizzato americano.

La sua vita e la carriera

Nato nel 1970 in Virginia, da una famiglia palestinese, Hasan ha studiato alla Virginia Tech e ha poi intrapreso una carriera nell’esercito, con cui ha avuto un contatto diretto con i veterani dei conflitti, in particolare nel contesto della lotta al terrorismo. Questo lavoro, secondo i suoi parenti, lo ha profondamente logorato mentalmente.

Ha manifestato il suo malcontento riguardo alla discriminazione nei confronti dei musulmani nell’esercito, un tema di cui ha redatto un documento, sebbene non abbiano dato seguito ad azioni disciplinari.

Il momento critico

Nei giorni precedenti all’attacco, Hasan appariva visibilmente stressato, a causa di un’imminente un’assegnazione in Afghanistan. Fraintendendo il suo ordine, ha temuto di dover aprire il fuoco su musulmani. Durante il periodo di sospetti, emerse anche il suo interesse per le azioni suicide, segnale premonitore delle sue reali intenzioni.

Nel 2014, Hasan ha fatto richiesta per essere considerato un sostenitore del Califfato, etichettandosi come un “soldato di Allah”. Questo profondo cambiamento ideologico segna la sua trasformazione da soldato americano a figura simbolica del jihadismo. Rimasto gravemente ferito durante il suo stesso attacco, venne poi utilizzato come simbolo di propaganda jihadista, esemplificando il terribile ciclo di violenza e radicalizzazione che ha colpito non solo gli Stati Uniti, ma anche il mondo intero.

1 Comment

  1. Che storia agghiacciante… Non si può capire come una mente possa trasformarsi in un’arma letale. È davvero sconvolgente pensare che un medico, che dovrebbe curare, sia diventato un simbolo di odio. La radicazione è un problema serio e non riguarda solo gli USA, ma tutto il mondo. E noi, qui in Italia, come ci proteggiamo da questo…?

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