Il futuro dei piccoli partiti in Italia: la sfida dello Stabilicum
Con l’introduzione delle nuove regole dallo Stabilicum, i piccoli partiti si trovano di fronte a un rischio esistenziale in assenza di alleanze precoci. Luigi Marattin, leader del Partito Liberaldemocratico, sta valutando se formare un’intesa o presentarsi da solo, riporta Attuale.
“Non possiamo correre da soli perché, quadruplicando le firme necessarie, hanno reso impossibile presentarsi per i nuovi partiti. Ma soprattutto perché il nostro obiettivo non è mai stato aumentare la frammentazione con un ennesimo partito, ma contribuire a formare un’offerta politica liberale e riformatrice in grado di dire parole chiare”, ha dichiarato Marattin.
Il nuovo sistema elettorale, considerato da alcuni un passo avanti, è oggetto di dibattito. Marattin lo definisce “la legge elettorale più maggioritaria e polarizzante degli ultimi 30 anni” che “fornisce un fortissimo incentivo a formare coalizioni-arlecchino con il solo scopo di prendere un voto in più dell’altra parte”.
Riguardo ai recenti spostamenti della politica, come l’uscita di Pina Picierno dal PD in direzione dei Liberali Europei, Marattin ha confermato che ci sono stati contatti: “Pina è una donna eccezionale… ma da allora non l’ho più sentita”.
Marattin ha anche sottolineato la propria posizione rispetto al “campo largo”: “Italia viva ha scelto il centrosinistra con Conte, Fratoianni e Bonelli, quindi ha scelto di stare fuori da questa partita”, aggiungendo che il suo partito è pronto a costruire qualcosa di nuovo che non si esaurisca nei due partiti attualmente esistenti.
In merito ai punti programmatici irrinunciabili, Marattin ha evidenziato alcune proposte: “Un programma di riduzione della spesa pubblica dell’un per cento all’anno per cinque anni; una rivoluzione di liberalizzazioni per liberare le energie represse da corporativismo; l’immediato ritorno al nucleare; una riforma della scuola che riformi radicalmente tutto il sistema”.
Infine, riguardo all’importanza di evitare “alleanze sulle poltrone”, ha espresso il proprio favore per le primarie: “Lo abbiamo sempre proposto. Se si faranno, ho anche annunciato che non mi candiderò, per evitare i danni causati da leader egoisti”.