L’allerta del neuropsichiatra: “Trauma da sradicamento nei bambini della famiglia del bosco”

16.02.2026 11:55
L'allerta del neuropsichiatra: “Trauma da sradicamento nei bambini della famiglia del bosco”

Chieti, 16 febbraio 2026 – Un nuovo capitolo si apre nella vicenda della ‘famiglia del bosco’, caratterizzato da un crescente dolore e sofferenza. Non solo i genitori dei tre piccoli allontanati dal casolare di Palmoli vivono in angustia, ma anche i bambini stessi. I legali di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion hanno presentato richiesta di revoca della sospensione della responsabilità genitoriale, supportata da una relazione tecnica del neuropsichiatra e psicologo Tonino Cantelmi, evidenziando l’angoscia dei bambini, costretti a vivere separati dalla madre, che, pur essendo nella stessa struttura, dorme in un’altra stanza e può trascorrere con loro solo qualche ora al giorno, riporta Attuale.

I legali sostengono che questa situazione sta aggravando il disagio e la sofferenza dei bambini. Cantelmi ha dichiarato: “Abbiamo visionato un centinaio di file con foto e video riguardanti i bambini – la documentazione è scioccante: i bambini soffrono e stanno male. Abbiamo allegato al Tribunale otto file di foto digitali e due video, oltre a due disegni dei bambini, evidenziando un deterioramento delle loro condizioni mentali e dei loro rapporti all’interno della struttura protetta.”

“Nei bimbi gli effetti del trauma da sradicamento”

La relazione di Cantelmi e di Martina Aiello sottolinea che i piccoli mostrano danni all’equilibrio psicologico, che potrebbero essere mitigati solo dal ricongiungimento immediato con i genitori. “I minori manifestano evidenti manifestazioni cliniche riconducibili agli effetti del trauma da sradicamento, osservabili a livello emotivo, comportamentale e relazionale”, afferma il documento. Cantelmi rimarca che l’esperienza di separazione non è solo potenzialmente rischiosa, ma ha già avuto un impatto significativo e lesivo sul loro equilibrio psicologico.

“Segni di autolesionismo e stati emotivi disfunzionali”

Il neuropsichiatra evidenzia che “la sottrazione dei bambini si è rivelata più dannosa del motivo per cui sono stati allontanati dai genitori”. Oggi, il bene dei bambini e il loro supremo interesse sono da tutelare, in primo luogo per la loro salute mentale. Sulla base di osservazioni recenti, sono stati notati “segni di autolesionismo,” come morsi alle mani, comportamenti regressivi e “stati emotivi disfunzionali” come eccessi di rabbia e irritabilità, sintomi emersi solo nelle ultime settimane.

La madre, provata da questa situazione, ha denunciato di non poter raggiungere i bambini durante la notte, poiché sarebbe stata impedita da un presunto divieto. Tuttavia, la dirigenza della casa famiglia ha replicato in un comunicato, dichiarando che nessuno ha mai impedito alla madre di contattare i bambini. “Né, tantomeno, è mai stata chiusa quella porta”, sostiene la gestione della struttura, evidenziando che la porta in questione è dotata di un maniglione antipanico, che consente sempre l’apertura dall’interno di sicurezza.

Il comunicato chiarisce che il personale ha dovuto chiudere la porta in un’occasione per tutelare l’incolumità dei minori, che stavano tentennando di superare le barriere di sicurezza della casa. La fondazione che gestisce la struttura smentisce anche le affermazioni di un’ex dipendente, recentemente andata in pensione, che aveva descritto le condizioni di Catherine come simili a quelle di un detenuto. Le dichiarazioni della casa famiglia si sono intensificate in vista della prossima udienza in tribunale, dove la coppia anglo-australiana si presenterà per ricevere una nuova valutazione psicologica.

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