Nella notte tra sabato 29 e domenica 30 marzo, esattamente alle 2, le lancette degli orologi verranno spostate in avanti di sessanta minuti, segnando così l’inizio dell’ora legale 2025. Una scelta, quella di operare il cambio in piena notte, dettata dalla necessità di ridurre al minimo i disagi logistici, visto che in quelle ore il traffico di mezzi pubblici – treni, aerei e autobus – raggiunge il suo livello più basso.
Con l’adozione dell’ora legale, che si protrarrà fino alla fine di ottobre, si guadagnerà un’ora di luce serale, a discapito però del riposo notturno. Quel sessantesimo di ora in meno, apparentemente irrilevante, può infatti influire sul ritmo circadiano, l’orologio interno che regola non solo il ciclo sonno-veglia, ma anche funzioni essenziali come la produzione ormonale, la temperatura corporea e la digestione. A sottolinearlo sono i medici della Fnomceo, Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e odontoiatri, i quali mettono in guardia da possibili disturbi temporanei del sonno, sebbene reversibili nel giro di pochi giorni.
Per adattarsi meglio al nuovo orario, gli esperti consigliano di evitare, nelle ore serali, attività fisica intensa, pasti troppo abbondanti e l’esposizione prolungata a schermi luminosi, tutti fattori che potrebbero ritardare ulteriormente l’addormentamento. Se da un lato i dispositivi elettronici – smartphone, tablet e computer – si aggiorneranno automaticamente, restano da regolare manualmente orologi da polso, segnatempo domestici e quelli integrati in alcuni elettrodomestici e veicoli.