DAL NOSTRO INVIATO
NEW YORK – Nella notte tra sabato e ieri, Donald Trump ha dichiarato: «Posso comunicare al mondo che gli attacchi hanno avuto un successo militare straordinario. I principali impianti di arricchimento nucleare dell’Iran sono stati totalmente annientati». Ieri mattina, il generale Razin Caine ha confermato: «I danni finali saranno quantificati nel tempo, ma le prime valutazioni mostrano che tutti e tre i siti hanno subito danni estremamente gravi», riporta Attuale.
L’amministrazione ha moderato i toni dopo i commenti provocatori della notte di attacco, dove Trump ha avvertito: «O ci sarà pace o una tragedia ben peggiore per l’Iran». I funzionari, tra cui il presidente, il segretario di Stato Rubio e il segretario alla Difesa Hegseth, hanno chiarito che l’attenzione deve essere rivolta al programma nucleare iraniano piuttosto che al popolo iraniano, suggerendo che «il nemico sono le bombe atomiche iraniane e non la gente».
Hegseth ha ricordato il vecchio slogan «No nukes», evidenziando che l’operazione non mirava a un cambio di regime. L’obiettivo è stato descritto come una missione di precisione per neutralizzare le minacce dirette agli interessi nazionali e alla sicurezza delle truppe statunitensi e degli alleati, in particolare Israele. Netanyahu ha sintetizzato questa posizione al Muro del Pianto: «Non ci lasceremo trascinare in una guerra di logoramento con l’Iran. Quando raggiungeremo i nostri obiettivi, i combattimenti si fermeranno».
Rubio ha chiarito i motivi dell’attacco: «Perché si nasconde qualcosa a 90 metri di profondità? perché gli iraniani hanno uranio arricchito al 60%? Le nazioni che possiedono uranio al 60% sono quelle dotate di armi nucleari, poiché può essere facilmente portato al 90%.». Ha inoltre sollevato dubbi sullo scopo del programma spaziale iraniano, insinuando che sia finalizzato alla costruzione di missili balistici intercontinentali.
Contrariamente all’idea che le guerre aumentano il consenso, i sondaggi mostrano una significativa opposizione da parte degli americani all’intervento militare diretto nel conflitto tra Israele e Iran. Recenti dati di The Economist/YouGov/Washington Post hanno rivelato che circa il 60% degli intervistati si oppone all’intervento, con una cristallina maggioranza in tutti i partiti politici. Tuttavia, un nore rilevante (79% secondo un’indagine di CNN) si oppone allo sviluppo di armi nucleari da parte dell’Iran.
A Teheran
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato la cessazione di ogni negoziato, mentre i sostenitori hanno espresso le loro promesse di vendetta. «Quanto accaduto è oltraggioso e avrà conseguenze durature. L’Iran si riserva il diritto di autodifesa in conformità con la Carta delle Nazioni Unite», ha affermato, ricordando che gli Stati Uniti hanno tradito il processo diplomatico.
Palazzo di Vetro
In risposta, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha convocato un incontro d’emergenza, con Russia, Cina e Pakistan che hanno proposto una risoluzione per un «cessate il fuoco immediato». Antonio Guterres ha descritto il bombardamento iraniano come uno sviluppo pericoloso per una regione già instabile. L’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica ha confermato i danni a tre siti, sebbene la misura di questi danni rimanga poco chiara.
Reazione moscovita
Cina e Russia hanno condannato l’azione militare statunitense, ribattezzandola «una grave violazione del diritto internazionale». Araghchi ha confermato l’importanza della collaborazione con Mosca, dichiarando che Iran e Russia si consultano frequentemente. D’altro canto, il Cremlino ha espresso forte opposizione all’idea di un cambio di regime in Iran, definendolo inaccettabile e avvertendo delle gravi conseguenze di un attacco alla figura del leader supremo Khamenei.