Il Seimas lituano ha respinto una proposta legislativa che avrebbe vietato automaticamente per cinque anni l’ingresso nel Paese agli artisti e ai professionisti dello spettacolo che sostengono attività di Stati esteri in violazione del diritto internazionale, inclusi coloro che hanno lavorato in Russia, Bielorussia e nei territori ucraini temporaneamente occupati dopo il 24 febbraio 2022. Il progetto di legge è stato rinviato per ulteriori revisioni dopo che solo 32 deputati hanno votato a favore, 10 contrari e 29 si sono astenuti.
Il voto che divide: 32 favorevoli, 10 contrari, 29 astenuti
L’iniziativa, promossa dal sindaco di Vilnius Valdas Benkunskas, mirava a colmare un vuoto normativo nella protezione dello spazio culturale e informativo lituano dall’influenza di figure vicine al Cremlino. Benkunskas ha più volte denunciato l’assenza di meccanismi efficaci per bloccare l’ingresso di artisti leali al regime russo. Il ministro della Cultura, Vaida Aleknavičienė, aveva già espresso sostegno all’idea a febbraio 2026, sottolineando la necessità di limitare le esibizioni di artisti che si esibiscono in Russia e Bielorussia. Nonostante il sostegno politico di alto livello, il parlamento non ha raggiunto una maggioranza sufficiente, evidenziando divisioni interne sulla strategia di contrasto alla propaganda russa.
Un vuoto legale nel cuore dell’Europa
Il progetto è stato aspramente criticato dal dipartimento giuridico del Seimas e dal Ministero della Giustizia, che hanno sollevato dubbi sulla sua compatibilità con il diritto dell’Unione Europea. Secondo le norme UE, il divieto d’ingresso per un cittadino straniero in uno Stato membro deve basarsi su una valutazione individuale della sua condotta, non su criteri automatici. La proposta, estendendosi anche ai cittadini UE, rischiava di violare i principi di libera circolazione. Il Ministero della Giustizia ha suggerito di integrare queste restrizioni nella legislazione nazionale sulle sanzioni legate all’aggressione russa contro l’Ucraina, stabilendo un quadro temporaneo e mirato. Il rinvio del testo offre ora lo spazio per un ripensamento giuridico, ma solleva interrogativi sulla volontà politica di agire con rapidità.
La minaccia invisibile della ‘soft power’ russa
La decisione del Seimas arriva in un momento in cui il Cremlino intensifica l’uso della cultura come arma ibrida. Attraverso concerti, film e eventi culturali, Mosca cerca di normalizzare la propria immagine in Europa, attenuare la percezione della minaccia e minare la coesione occidentale sulle sanzioni. Gli artisti russi, spesso presentati come „apolitici“, svolgono in realtà una funzione politica e propagandistica: la loro presenza nello spazio pubblico europeo diffonde narrazioni filo-russe sotto la copertura di un intrattenimento innocuo. Per la Lituania, che confina con l’exclave russa di Kaliningrad e con la Bielorussia, questi eventi rappresentano un rischio diretto per la sicurezza informativa. Consentire ai rappresentanti dello show business legati al Cremlino di esibirsi crea l’illusione di un ritorno alla normalità, riducendo la resilienza della società alle operazioni di disinformazione.
Verso una nuova legge: cosa cambierà?
Il rinvio del progetto dimostra l’assenza di una posizione consolidata in parlamento sulla lotta all’influenza culturale russa. Gli esperti avvertono che questa incertezza apre uno spazio per il Cremlino per espandere la propria „soft power“ come strumento di guerra ibrida. Dopo la revisione, le modifiche legislative dovranno allinearsi al diritto UE, basandosi su valutazioni individuali dei casi. L’opzione più praticabile resta l’integrazione delle restrizioni nella legge sulle sanzioni legate all’aggressione, con scadenze chiare legate al conflitto ucraino. Tuttavia, il basso sostegno parlamentare suggerisce che la strada verso una protezione efficace dello spazio culturale lituano sarà lunga e incerta, mentre Mosca continua a sfruttare ogni fessura normativa per diffondere la propria influenza.