L’attacco iraniano su Rehovot, narrato dal luogo stesso

15.06.2025 16:55
L'attacco iraniano su Rehovot, narrato dal luogo stesso

Alan Monziani è uno studente italiano che sta completando il dottorato in discipline scientifiche presso il Weizmann Institute of Science di Rehovot, una città situata nella parte centrale di Israele. Durante la notte tra sabato e domenica, si trovava nel dormitorio del suo campus quando ha ricevuto sul suo cellulare l’ordine di recarsi nei rifugi sotterranei. Subito dopo, le sirene hanno cominciato a suonare, riporta Attuale.

Verso le tre del mattino, ha avvertito un forte boato e le pareti hanno iniziato a tremare, “come se ci fosse un terremoto”, racconta. Un missile balistico lanciato dall’Iran aveva colpito un edificio del campus, che al momento dell’esplosione risultava vuoto e in fase di costruzione. “L’onda d’urto ha fatto volare porte e finestre, e un edificio vicino ha preso fuoco: di esso rimane solo metà, ma è completamente bruciato”. Monziani e le altre persone nel rifugio hanno potuto uscire circa 40 minuti dopo, quando hanno ricevuto l’autorizzazione. “Abbiamo constatato che le vetrate del nostro dormitorio, al piano terra, erano andate in frantumi”.

“Praticamente tutti gli edifici del campus hanno subito danni”, afferma Monziani. È previsto che nel pomeriggio di domenica gli studenti vengano trasferiti in un hotel per motivi precauzionali e per consentire la valutazione dei danni. Secondo i servizi di emergenza israeliani, almeno 42 persone sono rimaste ferite.

Monziani vive a Rehovot dal 2020. “Fino ad ora non ci sono stati impatti, ma diverse sirene si sono verificate. Nell’ultimo anno [è successo] piuttosto frequentemente, almeno 3 o 4 volte al mese”. Sinora non ha ricevuto istruzioni riguardo a eventuali evacuazioni: “I consigli che abbiamo ricevuto sono stati: ‘Andate in Giordania’”, ma questa sarebbe un’azione molto difficile considerato che il traffico aereo nella regione è quasi paralizzato e anche gli spostamenti via terra risultano complicati. Alan ha terminato il dottorato e sarebbe dovuto tornare in Italia tra due settimane.

Gli attacchi sono iniziati nella notte tra giovedì e venerdì, quando Israele ha colpito vari siti connessi al programma missilistico e nucleare iraniano, uccidendo importanti leader militari. Nei giorni successivi, sono stati presi di mira anche diversi depositi petroliferi e la capitale Teheran. L’entità dei danni non è ancora chiara, ma le fonti locali riferiscono di oltre 120 vittime.

In risposta, l’Iran ha lanciato centinaia di missili balistici (come quello che ha colpito Rehovot) verso Israele, causando danni estesi in diverse città, tra cui principalmente Bam Yat, a sud di Tel Aviv. Secondo i dati del governo israeliano, almeno tredici persone sono morte a causa di questi attacchi.

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