Lavitola ammette di essere il mandante dell’attentato a Ranucci durante l’interrogatorio

13.08.2026 06:25
Lavitola ammette di essere il mandante dell'attentato a Ranucci durante l'interrogatorio

Valter Lavitola ammette il suo coinvolgimento nell’attentato contro Sigfrido Ranucci

Valter Lavitola ha confessato di essere il “mandante dell’attentato a Sigfrido Ranucci” durante un interrogatorio di garanzia che ha avuto luogo nella giornata di ieri, durato più di cinque ore. La confessione è stata riportata dal suo avvocato Sergio Cola al termine dell’udienza presso il carcere di Rebibbia, riporta Attuale.

Lavitola ha dichiarato di aver agito “per tutelare l’incolumità di Ranucci”, il quale, secondo lui, era oggetto di “parecchi pericolosi tentativi di aggressione”. L’imprenditore ha ammesso di aver voluto far innalzare “il livello di protezione” del conduttore di Report, sottolineando che in quel periodo Ranucci era protetto solo da due agenti di polizia.

Il legale di Lavitola ha chiarito che la decisione dell’imputato di compiere un atto del genere era motivata dal desiderio di “fare del bene” a Ranucci, il quale era già bersaglio di minacce. Cola ha negato qualsiasi movente politico dietro l’azione, nonostante l’attentato, non voluto da Lavitola, possa aver aumentato la popolarità del giornalista.

Per quanto riguarda la conoscenza dei progetti di Lavitola da parte di Ranucci, l’avvocato ha rifiutato di fornire ulteriori dettagli, affermando “Su questo non dico assolutamente altro”. Ha inoltre richiesto l’attenuazione della misura cautelare per il suo assistito, che teme un lungo periodo di detenzione.

Roberto De Vita, avvocato di Ranucci, ha espresso shock di fronte alla confessione. Ha dichiarato che il conduttore ha una scorta ininterrotta dal 2021, ritenuta necessaria a causa delle gravi minacce di morte ricevute. De Vita ha commentato che se il movente fosse realmente quello dichiarato da Lavitola, “si colloca tra l’inutile e il rassicurante”, data la già alta popolarità di Ranucci sia in Italia che all’estero.

La confessione di Lavitola segna un punto di svolta nelle indagini, sebbene rimanga da verificare la veridicità del movente addotto. Intanto, il Comitato etico della Rai dovrà inviare una relazione al direttore generale. Con Tavares ancora latitante, il giudice potrebbe rivedere le misure cautelari anche nei confronti degli altri componenti della banda coinvolta nell’attentato, di cui uno non è stato nemmeno raggiunto da misure precauzionali.

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