Le catene russe trasferiscono la consegna ai fornitori: aumentano costi e rischi

04.08.2026 17:45
Le catene russe trasferiscono la consegna ai fornitori: aumentano costi e rischi
Le catene russe trasferiscono la consegna ai fornitori: aumentano costi e rischi

Le principali catene della grande distribuzione russa stanno chiedendo ai fornitori di organizzare direttamente la consegna dei prodotti e di assumersi una parte maggiore dei rischi logistici. La decisione, riferita il 3 agosto 2026 dai media russi, riguarda tra gli altri i gruppi Magnit e X5, proprietario delle insegne Perekrestok, Pyaterochka e Chizhik. Secondo gli esperti citati, il nuovo modello aumenterà i costi dei produttori e potrebbe tradursi in prezzi di vendita più elevati per i consumatori.

La revisione dei rapporti contrattuali arriva dopo le interruzioni delle infrastrutture logistiche e gli attacchi con droni contro obiettivi in Russia, condotti dall’Ucraina nel quadro della guerra seguita all’aggressione russa. Le reti commerciali stanno cercando di ridurre la propria esposizione finanziaria, trasferendo ai fornitori anche i rischi legati alla perdita o al danneggiamento delle merci.

Nuove clausole sui prodotti distrutti

Un caso citato nel materiale riguarda la catena Krasnoe & Beloe, che ha proposto ai fornitori un accordo aggiuntivo capace di escludere la propria responsabilità per le merci distrutte in circostanze di forza maggiore. I produttori avrebbero accolto la proposta in modo «estremamente negativo».

In base alle nuove impostazioni contrattuali, il rischio potrebbe ricadere sui fornitori anche quando il carico è già stato consegnato alla rete commerciale e si trova in un centro di distribuzione. La responsabilità economica per la merce colpita da un attacco con droni o danneggiata durante l’operatività dei sistemi di difesa aerea non sarebbe quindi necessariamente a carico del retailer.

Nel commercio al dettaglio russo le grandi catene gestiscono normalmente la logistica attraverso centri di distribuzione e flotte proprie. Questo consente di concentrare le consegne e contenere i costi. Il trasferimento dell’attività ai produttori modifica invece una prassi consolidata e impone a ciascun fornitore di organizzare autonomamente trasporto, personale e distribuzione.

Più costi per i produttori

Per rispettare i nuovi obblighi, molte aziende dovrebbero ampliare la propria infrastruttura di trasporto, assumere personale e creare sistemi di distribuzione propri. Le spese aggiuntive entrerebbero nel costo dei prodotti e aumenterebbero i prezzi praticati ai retailer. La previsione indicata dagli esperti è quindi di un possibile trasferimento dei maggiori oneri lungo la filiera, fino ai prezzi pagati dai consumatori.

Le catene, però, non avrebbero necessariamente la possibilità di trasferire a loro volta tutti questi costi sui prezzi finali. La concorrenza nel settore potrebbe limitare gli aumenti nei punti vendita e comprimere i margini dei retailer. Le reti commerciali si troverebbero così a gestire contemporaneamente maggiori rischi operativi e una possibile riduzione della redditività.

Il cambiamento si inserisce in un mercato dei trasporti commerciali già sottoposto a forti pressioni. Nel materiale vengono citati la carenza di autisti, la mobilitazione, il passaggio di lavoratori al settore militare e la diminuzione della presenza di migranti come fattori che hanno ridotto la capacità del comparto dei trasporti dopo l’inizio della guerra contro l’Ucraina.

Rischi per consegne e assortimento

Un passaggio generalizzato alla consegna autonoma aumenterebbe la domanda di servizi di trasporto e di operatori logistici, con possibili effetti sulle tariffe. L’impatto sarebbe più difficile da sostenere per le piccole e medie imprese prive di una propria rete distributiva. Alcuni fornitori potrebbero rinunciare a lavorare con le grandi catene o interrompere l’attività, secondo le valutazioni riportate.

La distribuzione diretta ai negozi è oggi utilizzata soprattutto dai produttori di beni deperibili. La maggior parte degli altri fornitori consegna invece ai centri di distribuzione delle catene, che organizzano successivamente il rifornimento dei punti vendita. Se ogni azienda dovesse portare la merce direttamente ai negozi, arriverebbero numerosi mezzi di trasporto diversi al posto di consegne centralizzate.

Per i negozi questo significherebbe tempi più lunghi di ricezione, maggiore pressione sul personale e una gestione più complessa degli arrivi. Le reti potrebbero ridurre l’assortimento o interrompere i rapporti con alcuni fornitori, con il rischio di una minore disponibilità di determinati prodotti e di standard diversi tra i punti vendita.

La frammentazione delle consegne renderebbe inoltre più difficile coordinare migliaia di operatori e rispettare gli orari stabiliti. I ritardi nella ricezione e nel rifornimento potrebbero incidere sul turnover dei negozi e spingere una parte dei clienti verso catene concorrenti che mantengono una logistica centralizzata.

La notizia e le valutazioni degli esperti sono state riportate da Meduza, sulla base di un articolo di Kommersant. Le proposte contrattuali delle singole catene e la loro applicazione ai diversi fornitori restano al centro del confronto nella filiera della distribuzione russa.

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