Roma, 23 marzo 2026 – Al referendum sulla giustizia 2026, il risultato ha sorpreso molti: ha prevalso il No, supportato in particolare dalle grandi città. L’affluenza si attesta sul 59%, un segnale di forte partecipazione rispetto ai recenti tassi di astensione in elezioni politiche e amministrative, dimostrando che la questione costituzionale riesce ancora a mobilitare gli elettori, riporta Attuale.
L’analisi
Già dai primissimi exit poll delle 15 di lunedì, dopo la chiusura delle urne, si è evidenziata una chiara tendenza: il No in vantaggio di circa sette punti rispetto al Sì, con oltre metà dello spoglio completato. I risultati mostrano un quadro geograficamente spaccato: il No oltre il 53% e il Sì attorno al 46%, evidenziando una divisione non solo tra Nord e Sud, ma anche tra i centri urbani e il resto del paese.
Affluenza e risultati per città
Bologna si distingue con un’affluenza del 71,61%, seguita da Firenze con il 71,36%. Milano supera il 65%, mentre Roma si attesta al 64,26%. Torino raggiunge il 63,80%. Queste percentuali superano significativamente la media nazionale del 58,93%, un record per un referendum costituzionale. Tuttavia, non sono solo i numeri a fare la differenza: nelle grandi città il comportamento elettorale è nettamente diverso rispetto al resto del paese, evidenziato dai dati di Youtrend che mostrano che il No ha raggiunto il 63,5% nei comuni con oltre 500.000 abitanti, mentre il Sì ha prevalso solo nei comuni sotto i 10.000 abitanti.
Il caso Milano
A Bologna, il No ottiene un 68,23%, mentre a Torino tocca il 64,77%, a Roma il 60,34% e a Milano il 58,30%. Questi risultati mostrano margini in netto contrasto con il dato nazionale del 53,78%, con Milano che spicca per essere il capoluogo della Lombardia, dove il Sì ha vinto, ma ha scelto il No con un vantaggio di quasi sedici punti. La discrepanza è evidente, con il centro urbano che si oppone al suo hinterland, dove il Sì emerge nei comuni circostanti.
Sorpresa al Sud
Il dato sorprendente proviene dal Sud, con Napoli che registra un No del 75,49%, il risultato più alto tra le grandi città italiane, accompagnato da un’affluenza del 49,55%. A Palermo, dove è andato a votare anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il No tocca il 68,95%, in una Sicilia che presenta l’affluenza regionale più bassa d’Italia con il 46,13%. Le città meridionali hanno bocciato la riforma con margini ampi, evidenziando una partecipazione elettorale ben superiore rispetto ai loro contesti provinciali.
Influenza dell’affluenza
Il profilo demografico delle aree urbane italiane spiega in parte il risultato. L’affluenza più alta si è concentrata nelle città con più di 110.000 abitanti, caratterizzate da una popolazione straniera superiore al 10% e da una presenza maggiore di laureati. Si evidenzia così un’Italia più istruita, cosmopolita e giovane, che ha manifestato un’unica voce forte da Torino a Palermo, a prescindere dall’orientamento politico delle amministrazioni locali.
La motivazione del No
La motivazione principale degli elettori del No, secondo stime di Youtrend, è il desiderio di mantenere inalterata la Costituzione, con il 61% degli intervistati che cita questa ragione. Ciò indica un orientamento conservativo-istituzionale piuttosto che una semplice opposizione politica. In sintesi, le città non hanno votato contro il governo, ma per la salvaguardia della Costituzione.
Che sorpresa vedere il No prevalere, soprattutto nelle grandi città. Mi chiedo se questa scelta derivi dalla paura di cambiamenti o da un attaccamento alla tradizione! È incredibile notare come il voto sia così spaccato tra le aree urbane e il resto del paese… interessante ma anche preoccupante.