Roma, 24 giugno 2026 – Non dovranno raccogliere le firme in vista delle prossime elezioni le forze politiche con un gruppo parlamentare alla Camera o al Senato costitutito entro il 31 dicembre 2025, secondo il nuovo testo della legge elettorale. Questa riforma penalizza Futuro Nazionale del generale Roberto Vannacci, la cui fondazione è avvenuta quest’anno, costringendo alla raccolta delle sottoscrizioni anche +Europa che, sebbene non abbia un gruppo alla Camera, fa parte del gruppo Misto. Salvi invece Avs, Noi moderati e, soprattutto, Azione, riporta Attuale.
L’ira dei vannacciani e la replica
La riforma ha scatenato l’ira del deputato vannacciano Edoardo Ziello, che definisce “un emendamento marchetta” quello a favore della formazione di Carlo Calenda. “Noi vogliamo raccogliere le firme, con i nostri iscritti le abbiamo già – premette Ziello –. Se qualcuno sentisse quanto detto qui dentro dal centrodestra avrebbe intenzione di non votare il centrodestra, che è il mercato dell’Est. Evidentemente si sta materializzando un incubo e si fa un favore ad Azione, un partito che dovrebbe essere alternativo al centrodestra, ma al contempo ha una fattispecie per non applicarla ai nuovi gruppi, in particolare quello di Vannacci che è pronto per essere costituito. È assurdo che un partito di centrodestra dia questo grande contentino a una forza politica che ha sempre dimostrato di essere alternativa al centrodestra, è la prova di una possibile intesa”. Quindi attacca: “Poi saremmo noi di Futuro Nazionale ad essere funzionali alla sinistra? L’incubo Vannacci si sta materializzando ovunque e questo emendamento riformulato dalla maggioranza potrebbe essere la prova di una possibile alleanza tra il Cdx e Calenda in vista del voto”.
La replica di Azione arriva per voce del capogruppo alla Camera, Matteo Richetti, che risponde a Ziello: “Con questo provvedimento beneficeranno almeno 4 gruppi di maggioranza e opposizione; l’emendamento ricalca quanto è stato fatto per decreto qualche mese prima del voto nel 2022, quindi non c’è alcun criterio che non fosse già utilizzato – dice –. Si è semplicemente tentato di mettere in legge un criterio che viene costantemente bypassato. La nostra forza politica ha preso 2 milioni di voti: Ziello non venga a darci lezioni di rappresentanza”.
In stand-by voto ai fuori sede e preferenze
Non sono state accolte le modifiche richieste dall’opposizione e dai vannacciani sulla raccolta delle firme per via digitale. Restano invece accantonati, senza che si sia stato espresso un parere, vari emendamenti come quello sul voto dei fuori sede e le preferenze, a causa di una “complessità del quadro applicativo”.