Incendi devastanti in Sicilia e Sardegna
Roma, 29 luglio 2025 – Due isole sono attualmente colpite da incendi devastanti: Sicilia e Sardegna. In queste calde giornate di fine luglio, il forte vento sta alimentando le fiamme che divorano ettari di bosco, creando panico tra turisti e residenti. I danni sono incalcolabili non solo per l’ambiente, già compromesso dal cambiamento climatico, ma anche per l’economia locale, fortemente legata al turismo. Il futuro delle prossime generazioni è messo in serio pericolo. Purtroppo, questo scenario tragico è già accaduto troppe volte. Si sospetta che dietro questi incendi ci sia la mano criminale di piromani, che approfittano delle condizioni climatiche favorevoli con venti che soffiano fino a 80 km/h. Due presunti piromani sono stati arrestati ieri in Sardegna e attualmente si trovano nel carcere di Uta, in attesa di processo. Gli investigatori li accusano di almeno un rogo appiccato nella zona di Iglesias, dove sono stati rinvenuti diversi inneschi nelle loro abitazioni e veicoli. L’accusa nei loro confronti è di incendio boschivo doloso, riporta Attuale.
Fuga dalle spiagge sarde
Situazione drammatica anche a Villasimius, dove si stanno contando i danni dopo un gigantesco rogo che ha distrutto circa cento ettari di bosco a Punta Molentis, costringendo i bagnanti a cercare rifugio in mare. Nuovi incendi sono divampati a Orosei e Cardedu, portando all’evacuazione di case e un residence. Anche nel Sassarese, un allevatore è rimasto ferito e nel Sulcis le fiamme si sono avvicinate alle abitazioni a Bacu Abis, frazione di Carbonia. Negli ultimi tre giorni, la Sardegna ha registrato 42 roghi.
Quasi 700 incendi in Sicilia in 48 ore
La situazione non migliora in Sicilia, dove si sono verificati quasi 700 incendi in sole 48 ore. Come accade spesso, molti di questi roghi sono di origine dolosa. Importanti estensioni di boschi sono andate in fumo, inclusi territori all’interno di aree protette come la Riserva dello Zingaro nel Trapanese e la Sughereta di Niscemi nel Nisseno. Le misure preventive, come i viali parafuoco, si sono rivelate inefficaci, come evidenziato dall’assessore regionale all’Agricoltura e allo sviluppo rurale, Salvatore Barbagallo. La Sicilia continua a bruciare e il costo che si paga ogni estate è incalcolabile: la perdita progressiva di un patrimonio ambientale che richiederà anni, se non decenni, per essere ripristinato. Anche in Sicilia, le forze investigative cercano tracce degli inneschi e tentano di scoprire i responsabili.
I timori del sindaco di Castiadas
Intanto, cresce la preoccupazione per la possibilità di nuovi incendi. Il sindaco di Castiadas, Eugenio Murgioni, ha contattato la Regione Sardegna, richiedendo la pulizia e la messa in sicurezza urgente della pineta di Cala Sinzias. Il primo cittadino ha dichiarato che la pineta, “confina con una delle spiagge più belle e frequentate del sud-est Sardegna, versa in condizioni di abbandono, con vegetazione secca e rovi che aumentano il rischio d’incendio, specialmente in queste giornate di caldo estremo, vento e affluenza turistica. È nostro dovere proteggere l’ambiente, i cittadini e i tanti visitatori che scelgono Castiadas per le loro vacanze” ha concluso il sindaco.