Uccisione di El Mencho provoca violenze in Messico
L’uccisione di Nemesio Oseguera, noto come “El Mencho”, uno dei criminali più ricercati al mondo, ha scatenato una serie di violenze in Messico, con strade bloccate e incendi di mezzi pubblici, automobili, negozi e distributori di benzina. Gli scontri tra la polizia e gruppi armati hanno portato alla chiusura di scuole e all’interruzione dei trasporti pubblici. Secondo quanto riportato, oltre 250 strade sono state bloccate in una ventina di stati, con Jalisco tra le aree più colpite, riporta Attuale.
Oseguera è stato ucciso durante un’operazione dell’esercito federale a Tapalpa, nello stato di Jalisco. La sua morte ha innescato reazioni violente da parte dei cartelli della droga, che tradizionalmente utilizzano il blocco delle strade e incendi per ostacolare le operazioni militari. Oseguera era a capo del Cártel de Jalisco Nueva Generación (CJNG), uno dei cartelli più potenti del Messico dal 2010.
Le autorità locali hanno registrato enormi colonne di fumo a seguito degli incendi, coinvolgendo anche zone turistiche come Puerto Vallarta, dove i turisti sono stati bloccati nei loro alberghi. Nella tarda serata di domenica, la maggior parte dei blocchi era stata rimossa, ma le cicatrici delle violenze rimangono visibili, con carcasse di veicoli sparsi nelle città.
In risposta alla crisi, diversi paesi hanno emesso allerte ai propri cittadini in Messico. La presidente Claudia Sheinbaum ha esortato la popolazione a rimanere in casa per evitare rischi, contribuendo al vuoto nelle città. I trasporti pubblici sono stati sospesi, le scuole chiuse in sette stati e molti voli, sia interni che internazionali, sono stati cancellati a causa della situazione critica.
Oseguera, 59 anni, è stato ucciso insieme ad altre sei persone, morendo a seguito delle ferite riportate durante lo scontro. Il CJNG, sotto la sua direzione, è un cartello transnazionale attivo in vari paesi dell’America Latina e coinvolto nel traffico di droga a livello globale.
Il governo degli Stati Uniti aveva offerto una ricompensa di 15 milioni di dollari per informazioni che portassero all’arresto di Oseguera. Il ministero della Difesa messicano ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno fornito supporto alla operazione, sebbene i dettagli specifici non siano stati resi noti.