Emergenza a Niscemi: il Pd chiede stop al piano del Ponte, il governo continua con decisione

31.01.2026 05:45
Emergenza a Niscemi: il Pd chiede stop al piano del Ponte, il governo continua con decisione

Guerra dei fondi in Sicilia, polemiche dopo la frana di Niscemi

NISCEMI (Caltanissetta) – Palermo, Roma, Bruxelles: si intensifica la battaglia per i fondi tra vari livelli istituzionali. Dalla questione del Ponte sullo Stretto ai finanziamenti europei e regionali, il conflitto si concentra sul salvataggio di Niscemi e sui piani di ricostruzione. Resta aperto il dibattito su chi dovrà gestire la fase post-frana: sarà il presidente della Regione, in qualità di commissario straordinario, o un tecnico nominato dal governo? Rimangono ignoti il processo di nomina, i poteri conferiti e le risorse disponibili. La polemica sui fondi sta accendendo il clima politico, con discussioni su somme promesse e mai arrivate, risorse stanziate ma non spese, e potenziali deviazioni di fondi dal progetto del Ponte sullo Stretto, oltre ai contributi di solidarietà europea, riporta Attuale.

Il disastro di Niscemi sta evolvendo in una battaglia politica che potrebbe aggravare la già difficile situazione. Il ministro della Protezione civile Nello Musumeci ha richiesto al Consiglio dei Ministri un’“indagine amministrativa” per accertare eventuali responsabilità, denunciando “omissioni e superficialità” da parte degli enti locali. Questa richiesta ha scatenato dure critiche, con Italia Viva che ne ha chiesto le dimissioni e attacchi anche dal suo successore, Renato Schifani. Massimiliano Conti, sindaco di Niscemi, ha evidenziato che “solo a dicembre 2025 abbiamo ricevuto i fondi previsti per la fase 2 e 3 della frana di 29 anni fa. Nell’inchiesta della Procura, noi siamo parte lesa”.

Il tema delle risorse per affrontare questa emergenza è sempre più centrale. “Di fronte ai gravissimi danni che ha subito la Sicilia, il governo non può continuare a voltarsi dall’altra parte”, ha affermato Elly Schlein, segretaria del Pd, esortando Giorgia Meloni a interrompere il progetto del Ponte sullo Stretto per riallocare quelle risorse ai territori colpiti. Musumeci ha replicato definendo “strumentale e inaccettabile” qualsiasi tentativo di collegare le due questioni.

Matteo Salvini, vicepremier, ha dichiarato che “l’Italia è una potenza industriale, i soldi ci sono e arriveranno senza toglierli a scuole, strade, ponti e gallerie siciliane e calabresi. Tuttavia, i sindaci mi chiedono, oltre ai fondi, anche di ridurre la burocrazia”, commentando il suo recente sopralluogo nei centri colpiti dall’uragano Harry, escludendo Niscemi. Tuttavia, i dati rivelano una realtà preoccupante.

In Sicilia, dove il rischio idrogeologico è stato classificato come “molto elevato” in numerosi comuni, i fondi PNRR assegnati ammontano a soli 115,8 milioni di euro, di cui è stato speso poco più di un terzo, senza alcun euro destinato a Niscemi. La difficoltà nell’accettare ulteriori fondi da Bruxelles appare evidente, anche se Raffaele Fitto, vicepresidente della Commissione europea e commissario per la Coesione e le Riforme, ha manifestato una certa disponibilità. Esistono due strumenti comunitari – il Fondo di Solidarietà dell’Unione Europea (FSUE), già utilizzato per le alluvioni in Emilia-Romagna e per il terremoto del Centro Italia, e i fondi per la politica di coesione – che potrebbero contribuire alla creazione di un tesoretto da 3-400 milioni. Tuttavia, per accedere a finanziamenti straordinari sarebbe necessario presentare un piano d’intervento dettagliato della Regione Sicilia, con cronoprogramma e progettazione esecutiva. “Il problema non è fornire soldi alla Regione, ma commissariarla, non per due anni, ma per dieci”, ha tuonato Carlo Calenda, leader di Azione.

Nino Femiani

1 Comment

  1. Ma cosa sta succedendo in Sicilia? Siamo sempre più in balia di politici che pensano solo ai loro interessi. I fondi promessi non arrivano mai, e nel frattempo Niscemi è a pezzi… E questo ponte sullo stretto è davvero una priorità ora? Mah, non ci capisco più nulla!

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