Indagine penale su ChatGPT in Florida dopo sparatoria all’università
La procura generale della Florida ha avviato un’indagine penale su ChatGPT e OpenAI, l’azienda sviluppatrice del chatbot, in seguito a scambi di messaggi tra il chatbot e un sospetto omicida, riporta Attuale. Il procuratore generale James Uthmeier ha dichiarato che il ragazzo sospettato di aver ucciso due persone, parlando con ChatGPT, avrebbe ricevuto suggerimenti per portare a termine l’attacco armato. Non sono stati resi noti i reati specifici per cui è stata aperta l’inchiesta.
Il 17 aprile 2025, un giovane ha aperto il fuoco nei pressi dell’associazione degli studenti all’Università Statale della Florida, causando la morte di due persone e ferendone altre sei prima di rimanere a sua volta ferito. Il principale sospettato, identificato come Phoenix Ikner, un ventenne studente universitario, è stato immediatamente arrestato e incriminato per omicidio e tentato omicidio. Attualmente si trova in carcere in attesa di processo.
Le prime testimonianze suggeriscono che Ikner avesse preoccupazioni familiari e, durante incontri con un gruppo politico, avesse espresso opinioni bigotte e misogine. Documenti consultati dal New York Times rivelano che il giorno della sparatoria Ikner aveva chiesto a ChatGPT come gli Stati Uniti avrebbero reagito a un attacco nella sua università, nonché l’orario in cui l’associazione degli studenti era più affollata.
In un’altra conversazione riportata da Uthmeier, aveva chiesto informazioni sulla spinta propulsiva di una pistola a corto raggio e sulle munizioni utilizzabili. Uthmeier ha affermato in una conferenza stampa a Tampa che se una persona avesse dato tali risposte, avrebbe affrontato accuse di omicidio.
ChatGPT è utilizzato quotidianamente da milioni di persone per vari motivi, dalle ricette ai suggerimenti di programmazione. Tuttavia, è impiegato anche per avviare conversazioni più personali, emulando la funzione di un confidente o di uno psicologo, portando a conseguenze potenzialmente gravi in alcuni casi.
Due settimane prima, Uthmeier aveva già annunciato l’inizio di un’indagine su OpenAI, con l’azienda che ha confermato la sua disponibilità a collaborare. Il procuratore ha riconosciuto che individuare eventuali responsabilità penali in un’azienda rappresenta un terreno senza precedenti legali. Ha tuttavia sottolineato l’importanza di accertare se OpenAI o i suoi dirigenti possano essere ritenuti responsabili, prevedendo di richiedere un mandato per raccogliere documenti relativi alle politiche aziendali e ai materiali di formazione interna per la prevenzione delle minacce agli utenti. Al momento, OpenAI non ha rilasciato commenti ufficiali.