Silvia Salis: «Dopo essere sindaco, sei pronto a tutto» nella sua intervista a Vanity Fair

21.04.2026 22:15
Silvia Salis: «Dopo essere sindaco, sei pronto a tutto» nella sua intervista a Vanity Fair

Nell’intervista, la sindaca di Genova, Silvia Salis, discute di Sergio Mattarella, diritti civili, salario minimo e politica internazionale: «Meloni? Gran percorso ma lontana da me», riporta Attuale.

Recentemente, il Guardian ha dedicato un ritratto a Salis, soffermandosi anche su un concerto techno organizzato a Genova. Nel suo intervento, Bloomberg l’ha etichettata come «anti-Meloni», mentre Vanity Fair le ha riservato la copertina, similmente a quanto accaduto a Matteo Renzi nel 2013. Sebbene non menzioni direttamente parole come primarie o leadership, l’intervista della sindaca è destinata a alimentare il dibattito nel centrosinistra. Salis sottolinea l’importanza del compromesso: «Quando sei al potere non puoi sempre fare ciò che vuoi – devi trovare compromessi continui, mediare tra le forze politiche nell’interesse della città. È un equilibrio difficile».

Meloni e Renzi

Nella conversazione con Simone Marchetti, Salis, che si definisce «madre, cattolica, etero», esprime opinioni su Giorgia Meloni, definendola «una politica determinata, con posizioni molto distanti dalle mie, ma protagonista di un grande percorso». Sottolinea che chi raggiunge ruoli apicali deve «ricordarsi di tutte le altre», poiché i diritti e il femminismo «non sono di destra o di sinistra, ma riguardano tutti». Per quanto riguarda Sergio Mattarella, lo descrive come «baluardo della rispettabilità della Repubblica», mentre su Matteo Renzi riconosce che durante il suo mandato ha segnato una fase di «grande cambiamento», pur rilevando che «non è riuscito a cogliere pienamente le risposte provenienti dal Paese».

Il salario minimo

All’interno del dibattito sul salario minimo, Salis afferma: «I benefici sono evidenti in Paesi come la Spagna. Con l’attuale pressione fiscale e le difficoltà delle nuove generazioni, è una misura necessaria». Pur trattandosi di una questione nazionale, invoca l’intervento del Comune negli appalti per garantirne l’applicazione. Inoltre, difende l’introduzione dell’educazione sessuo-affettiva nelle scuole di Genova, criticando le polemiche: «Sono cose che andrebbero fatte senza clamore».

Trump, Netanyahu e Putin

Sul piano internazionale, le valutazioni di Salis sono incisive. Donald Trump «sembra una puntata della serie Black Mirror». Riguardo a Benjamin Netanyahu, dichiara di volerlo mettere «insieme al presidente Usa ma a un livello più basso. Perché è anche più cattivo», mentre Vladimir Putin è collocato in «una galleria degli orrori», insieme a Viktor Orbán. Salis ricorda anche la sua partecipazione alle manifestazioni a Genova contro la guerra a Gaza, affermando: «Un sindaco deve rappresentare l’identità della propria comunità. Pensare che non possa incidere è un errore. E Genova, in questo senso, è un simbolo».

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