Andy Burnham eletto nuovo leader dei Laburisti britannici e prossimo primo ministro

17.07.2026 13:45
Andy Burnham eletto nuovo leader dei Laburisti britannici e prossimo primo ministro

Andy Burnham eletto leader dei Laburisti britannici e prossimo primo ministro

Andy Burnham è stato eletto leader dei Laburisti britannici, succedendo a Keir Starmer, e lunedì sarà nominato primo ministro. Tuttavia, il passaggio non avverrà in modo immediato, poiché il primo ministro uscente Starmer, attualmente in visita in Ucraina, deve prima rimettere il mandato a re Carlo, che incaricherà Burnham di formare un nuovo governo. Nel Regno Unito, il primo ministro è il leader del partito vincitore delle elezioni: il cambiamento di leadership implica automaticamente un nuovo primo ministro, riporta Attuale.

La vittoria di Burnham non è stata una sorpresa. Sebbene l’elezione interna ai Laburisti sia ufficialmente terminata giovedì sera, l’esito era scontato da giorni. Durante le votazioni tra i parlamentari, Burnham ha ricevuto un ampio sostegno, rendendo impossibile l’emergere di rivali credibili o candidature dell’ultimo minuto.

Burnham ha ottenuto il sostegno di 379 parlamentari su 403 e di tutti i sindacati affiliati ai Laburisti. Catherine West, menzionata in precedenza, ha ricevuto una nomination da un parlamentare vicino a Starmer per motivi di dispetto, dopo aver chiesto pubblicamente le dimissioni di Starmer a seguito di un deludente andamento elettorale dei Laburisti a maggio.

Nel suo primo discorso da leader, Burnham ha evidenziato la necessità di un “cambiamento radicale”. Ha criticato il neoliberismo e le privatizzazioni degli anni ’80 e ’90, affermando: “Questa generazione di politici, incluso me, ha fallito nel mettere in discussione un modello economico e una cultura politica che ha lasciato indietro la classe lavoratrice, alla quale promettiamo di essere migliori”. Ha inoltre dichiarato che i Laburisti non inseguiteranno più le proposte degli altri partiti, ma si concentreranno sui loro valori tradizionali per costruire un consenso più duraturo.

Il largo supporto ricevuto da Burnham, dopo mesi di conflitti interni nel partito, ha spinto alcuni a paragonarlo ai regimi “da Corea del Nord”. Tale definizione proviene da un ministro Laburista, riportata dal Financial Times. L’associazione ha trovato spazio anche in meme che hanno paragonato il viaggio di Burnham a Londra dopo la sua elezione a quello di Lenin in Russia al ritorno dall’esilio.

Queste dinamiche – l’assenza di sfidanti e una retorica quasi messianica – sono state interpretate dai media come una vera e propria “incoronazione”. Da mesi, i Laburisti ritenevano Burnham il candidato ideale per sostituire Starmer, che ha affrontato scandali e errori di valutazione, principalmente grazie all’ampio consenso di cui gode tra il pubblico. Burnham è stato un amministratore efficace, noto per il suo operato come sindaco dell’area metropolitana di Manchester per tre mandati.

Per poter assumere la carica di primo ministro, Burnham ha dovuto lasciare il suo incarico di sindaco, poiché è requisito necessario essere parlamentari. A metà giugno, aveva vinto le elezioni suppletive organizzate per garantirgli un seggio in parlamento, superando la destra populista di Reform UK, precedentemente dominante nei sondaggi nazionali. Le proporzioni della sua vittoria hanno scoraggiato potenziali avversari all’interno del partito dal proporsi come leader, consentendo a Burnham di evitare una vera e propria campagna elettorale dopo le dimissioni di Starmer lo scorso 22 giugno.

Burnham ora affronta la sfida di mantenere l’entusiasmo del partito, nonostante sia stato già candidato alla leadership nel 2010 e nel 2015 senza successo. I Laburisti, attualmente suddivisi in circa una decina di correnti, hanno visto la nascita di una nuova ala che si prefigge di influenzare il prossimo governo, con un focus particolare sulla crescita economica al di fuori delle grandi metropoli. Le prime tensioni emergono già tra Burnham e la sua corrente di sostenitori, nota come soft left, riguardo alla nomina del ministro delle Finanze, ruolo di cruciale importanza. Questa corrente auspica la nomina di Ed Miliband, attuale ministro dell’Energia, influente e di lungo corso nelle file laburiste, mentre si è infastidita approposito di potenziali nomine come quella di Shabana Mahmood, attuale ministra dell’Interno, considerata troppo rigida su questioni di immigrazione.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere